Quanto è importante l'immagine per un musicista?

  • zerinovic
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18-12-25 10.49

@ Pianolaio
Esatto!!!
Si ritorna al mio discorso…
Ci sono tastieristi che emergono in un gruppo anche più degli altri membri.
Io ritengo che sia il ruolo che coprono suonando.
Secondo me, nonostante faccia un lavoro enorme rispetto gli altri, il tastierista “generalista”, non a caso come le tastiere che spesso usa, passa in secondo piano.
Un tastierista che ha parti importanti di assoli e suoni prepotenti non passa assolutamente inosservato.
Anzi!
Forse risalta ancora di più.
Perché siamo tutti abituati a vedere chitarristi e batteristi virtuosi e la gente se lo aspetta già.
Quando un tastierista suona al pari loro lo si nota eccome.
emo
  • giosanta
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18-12-25 12.33

Pianolaio ha scritto:
Esatto!!!
Si ritorna al mio discorso…

Che condivido integralmente.
  • MrRudyRioly
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18-12-25 13.10

@ giosanta
Eppure Keith Emerson, Rick Wakeman e Jon Lord non cantavano...
vero e li conosci tu che sei musicista vediamo quante pecore li conoscono ?
  • Pianolaio
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18-12-25 13.43

@ MrRudyRioly
vero e li conosci tu che sei musicista vediamo quante pecore li conoscono ?
Però quelli che non conoscono Jon Lord o Rick Wakeman non conoscono neanche John Anderson, Steve Howe, Glenn Hughes...
Qui si parla di quanto risalta il tastierista nel gruppo, non per forza della sua fama, che è relativa anche al periodo e al genere che suona.

Ribaltiamo la situazione:
Prendiamo Slash.
Nei Guns N' Roses spacca e senza dubbi è sotto le luci dei riflettori, ammirato e osannato dal pubblico.
Se noi mettessimo lo stesso Slash, con lo stesso look, identico, e gli mettessimo un processore alla chitarra (che come sapete si può fare), per suonare tappeti di archi e pad, nonostante i suoni stratosferici e le parti ben articolate, nessuno lo guarderebbe. Sono convinto di questo.
Soprattutto se poi le parti soliste le suonasse un altro chitarrista anche meno bravo e sconosciuto.
E se pure Slash risentirebbe di questo cambio radicale, vogliamo credere che non possa succedere a noi? emoemo
Ma ne risentirebbero anche Jordan Rudess o Cory Henry.

E Slash, in questo ipotetico caso, non svolgerebbe in realtà il lavoro che fa il tastierista quando sta dietro le quinte o quando suona parti complementari come appunto archi, pad, e tappeti riempitivi vari? Non sono gli stessi suoni? Lo stesso approccio?

Eppure Slash è sempre lui. Cosa è cambiato? Ciò che suona!

Secondo me siamo un po' troppo pessimisti emo
Non passiamo inosservati, è che il nostro lavoro non sempre viene compreso.

E' la stessa cosa, se non peggio, per un bassista. Quando mai stai con gli occhi puntati su di lui?
Però prova a dirlo a chi fa un tributo ai Red Hot Chili Peppers, senza scomodare l'originale.

C'è anche un'altra cosa importante di dire.
Ogni suono, ogni strumento, ha un suo tempo.
I grandi tastieristi che ricordiamo tutti suonavano negli anni '70. Dove appunto la tastiera faceva la parte del leone, e non era di appoggio o riempitivo. Era protagonista.
La gente se ne accorgeva eccome!!!

Poi sono venuti gli anni '80, che hanno reso miliardari i sassofonisti emo (Riflettete, ce ne sono ancora in giro? emo)
Negli anni '80 il tastierista è cambiato e si è occupato soprattutto di musica elettronica.
Che io non denigro assolutamente. Credo di avere un discreta tecnica derivante dai vecchi studi al Conservatorio, ma un ragazzino qualsiasi mi distrugge nel campo della musica elettronica fatta seriamente. Quindi tanto di cappello!

Però il pubblico vede i suoi suoni e le sue parti come "automatizzate", non gli riconosce una tecnica dietro, non sa quanto tempo ha impiegato a creare quel suono, anzi probabilmente pensa che sia un suono della tastiera che va semplicemente selezionato, e quindi non buca lo schermo come il chitarrista quando entra col suo assolo, magari uguale a quello fatto nel brano prima e magari pure comodamente con lo stesso timbro.
Eppure quel tastierista ha un compito molto complicato. Sicuramente molto più ricercato.

Non è che i grandi tastieristi del decennio prima erano più bravi, o più visibili.
Ma quello che facevano li metteva sul podio, il pubblico lo recepiva.
Odiernamente, nonostante le difficoltà si possono paragonare, il pubblico non lo comprende.

La gente pensa, e probabilmente erroneamente vede, che le tastiere suonano da sole emo
Ma non credo lo pensavano ai tempi di Emerson.

Io ripeto, nel mio piccolissimo, vivo personalmente questa cosa quando suono con formazioni completamente diverse.
In situazioni dove faccio tre quarti dei suoni nella Band, ma non di primo impatto, passo inosservato.
Se suono l'Hammond in un tributo Deep Purple assolutamente no.

emo
  • giosanta
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18-12-25 14.32

MrRudyRioly ha scritto:
vero e li conosci tu che sei musicista vediamo quante pecore li conoscono ?

Il fatto è che se chi ha proposto l'argomento non si risponde alla prima prima osservazione che gli è stata posta, ovvero di quale contesto musicale stiamo parlando, il discorso entra in loop.
  • eclipse
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19-12-25 12.25

Giusto il commento di pianolaio.
L'altra verità è che ormai pochi si prendono la briga di riarrangiare un brano in modo da dargli un’ impronta live più efficace. Il tastierista usa mille robe su cui ha perso la testa e il tempo a programmare il suono perfetto, la campanellina, il pad uguale a quello del disco. E magari lo suona dietro due bei supporti doppi con due tastiere ciascuno disposti a L, nell'angolo a destra di fianco al batterista. Non ti noterebbe nessuno nemmeno se suonassi nudo. Il tuo bellissimo pad di shine on... è semplicemente la base musicale su cui il chitarrista prima e il cantante poi faranno bella figura. Il chitarrista suona fronte pubblico, a viso aperto e con le mani rivolte alle persone. Anche se non fa nulla di che, lo si vede lavorare.
Invece: provate a usare UNA tastiera, con tre suoni tastieristici di base e rivedete le vostre parti in modo da suonare sempre, anche seduti ma in prima linea e con le mani sempre in vista.
Certo non potete fare i vostri amati tributi (cristo santo quanto li odio), ma se volete fare Vasco Rossi, il fan più sfegatato non si è mai cagato di striscio nemmeno il tastierista originale, figuriamoci se calcolerà il tastierista della tribute band, nel suo ufficio da nerd che tiene un accordo mentre il chitarrista fa il suo solo elementare e sempre uguale che infiamma le folle.
Uscite dai vincoli autoimposti e rifiutate il ruolo di operaio del gruppo. E vi noteranno
  • giosanta
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19-12-25 12.36

Raptus ha scritto:
Non è che dipende anche dal genere...

E quest'è.
  • WhiteMoon
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19-12-25 12.59

eclipse ha scritto:
Uscite dai vincoli autoimposti e rifiutate il ruolo di operaio del gruppo. E vi noteranno


Infatti, io, pur non avendo una tecnica "stratosferica" (me la cavo ma non sono certo Jordan Rudess o Kenny Kirkland...) non accetterei, ALLA MIA ETÀ (quando avevo 15 anni e cominciavo a suonare nei primi gruppi, invece, lo accettavo), di fare solo da riempitivo, di suonare solo "Tappeti" di Pad. Lo posso fare per UNA CANZONE, OK, ma non per tutto il repertorio, appunto perché vorrei che fosse riconosciuto, anche a livello di pubblico (per quanto il pubblico ne possa capire), il mio ruolo. Non devo, necessariamente, fare un assolo, un'improvvisazione in ogni pezzo, ma, ogni tanto, vorrei poter riuscire ad "uscire" dal Mix Generale e far sentire bene la "voce" del mio strumento...
  • DinoBasile
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23-12-25 08.41

@ WhiteMoon
eclipse ha scritto:
Uscite dai vincoli autoimposti e rifiutate il ruolo di operaio del gruppo. E vi noteranno


Infatti, io, pur non avendo una tecnica "stratosferica" (me la cavo ma non sono certo Jordan Rudess o Kenny Kirkland...) non accetterei, ALLA MIA ETÀ (quando avevo 15 anni e cominciavo a suonare nei primi gruppi, invece, lo accettavo), di fare solo da riempitivo, di suonare solo "Tappeti" di Pad. Lo posso fare per UNA CANZONE, OK, ma non per tutto il repertorio, appunto perché vorrei che fosse riconosciuto, anche a livello di pubblico (per quanto il pubblico ne possa capire), il mio ruolo. Non devo, necessariamente, fare un assolo, un'improvvisazione in ogni pezzo, ma, ogni tanto, vorrei poter riuscire ad "uscire" dal Mix Generale e far sentire bene la "voce" del mio strumento...
Credo che suonare in piedi, come faccio io nella maggior parte dei contesti palco, matrimoni in sala, locali (due tastiere su spider pro o una su x a livello gomito) aiuti a sentirti più protagonista. Anche una luce dedicata anche al tastierista conta, e pure cantare qualche coretto (funziona anche fingendo o senza microfono) influisce e se magari cerchi di sorridere e guardare i componenti del gruppo o il pubblico, sta sicuro che avrai i tuoi meritati complimenti
  • Ovidio
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23-12-25 14.08

@ WhiteMoon
eclipse ha scritto:
Uscite dai vincoli autoimposti e rifiutate il ruolo di operaio del gruppo. E vi noteranno


Infatti, io, pur non avendo una tecnica "stratosferica" (me la cavo ma non sono certo Jordan Rudess o Kenny Kirkland...) non accetterei, ALLA MIA ETÀ (quando avevo 15 anni e cominciavo a suonare nei primi gruppi, invece, lo accettavo), di fare solo da riempitivo, di suonare solo "Tappeti" di Pad. Lo posso fare per UNA CANZONE, OK, ma non per tutto il repertorio, appunto perché vorrei che fosse riconosciuto, anche a livello di pubblico (per quanto il pubblico ne possa capire), il mio ruolo. Non devo, necessariamente, fare un assolo, un'improvvisazione in ogni pezzo, ma, ogni tanto, vorrei poter riuscire ad "uscire" dal Mix Generale e far sentire bene la "voce" del mio strumento...
Ho raramente suonato cover. 30 anni fa un tributo ai Beatles in veste di bassista/cantante, ma solo perché avevo un periodo di ossessione per i Fab Four. Anni dopo mi contattò una cantante che mi chiese di - testuale parola - "montare" con la chitarra delle cover del suo repertorio. "Montare", terminologia da catena di montaggio, mi vennero i brividi a sentirla, mai e poi mai avrei pensato alla produzione musicale come a un lavoro in fabbrica. Dovetti ricredermi....
  • 1paolo
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23-12-25 14.46

@ Ovidio
Ho raramente suonato cover. 30 anni fa un tributo ai Beatles in veste di bassista/cantante, ma solo perché avevo un periodo di ossessione per i Fab Four. Anni dopo mi contattò una cantante che mi chiese di - testuale parola - "montare" con la chitarra delle cover del suo repertorio. "Montare", terminologia da catena di montaggio, mi vennero i brividi a sentirla, mai e poi mai avrei pensato alla produzione musicale come a un lavoro in fabbrica. Dovetti ricredermi....
“.. mi contatto’ una cantante che mi chiese di montare”…emo emo
  • greg
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23-12-25 15.19

Attualmente 'lavoro' in tre contesti, ma non è escuso diventeranno 5 nel 2026.....cominciando dal pianobar allargato, lì suono seduto per motivi tecnici: costretto a gestire quasi tutto, tastiere, mixer, mio microfono, eccetera.
Nel contesto 'cantautori' in piedi e unico a non utilizzare leggii o tablet vari.
Suono con Modx 6 M Yamaha e Jupiter XM Roland, reggitastiere Proel , braccioli seconda tastiera ridotti da me con un CUT fisico. Il sostegno è elevato alla quarta misura.
Non sono altissimo e infatti non capisco il perchè solo al quarto livello riesco ad avere totalmente sotto controllo le tastiere.
Mi piace suonare e guardare il pubblico. Lo trovo 'dominante', esaltante, piacevole......
Terzo contesto rock, ancora peggio.
Riesco ad essere im prima linea, anche se sono umilmente basilare nella tecnica,
Mi lancio in pieni accompagnamenti di pianoforti, stile Supertramp oppure Hammond e solosynth.... sempre rigorosamente senza leggere accordi o altro.... E la gentr lo nota poichè mi trovano tra di loro con sguardi, sorrisi, espressioni intense, a seconda del brano eseguito.
  • Sbaffone
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23-12-25 20.02

Una volta ho fatto un concerto con la pallina rossa al naso come i pajass, mi hanno riconosciuto tutti alla fine del concerto
  • paolo_b3
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23-12-25 20.37

@ Sbaffone
Una volta ho fatto un concerto con la pallina rossa al naso come i pajass, mi hanno riconosciuto tutti alla fine del concerto
Secondo me la pallina non era necessaria... emoemoemo

Buon Natale Baffone!!!
  • cecchino
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23-12-25 22.08

@ Sbaffone
Una volta ho fatto un concerto con la pallina rossa al naso come i pajass, mi hanno riconosciuto tutti alla fine del concerto
Praticamente da baffone a buffone emo
  • Sbaffone
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23-12-25 23.03

Non siamo forse buffoni di corte?
  • giosanta
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23-12-25 23.25

Sbaffone ha scritto:
Non siamo forse buffoni di corte?

emo
  • Roberto_Forest
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24-12-25 10.46

Pensavo ai concerti jazz, dove c’è il piano. Mi pare che spesso il pianoforte e pianista sia messo, di lato, girato anche un po’ verso dietro.
Tipo questa immagine Foto, per capirci.

Quindi il pianista dà un po’ le spalle al pubblico, però il punto è che si vedono i tasti e lui che li suona. Che è quello che manca di più a noi rispetto al chitarrista che ha le corde fronte al pubblico o al batterista che fa movimenti molto più grandi ampli e quindi è sempre visibile.

Io non l’ho mai fatto in contesti pop, troverei strano un po’ dare le spalle al pubblico. Non so se qualcuno si mette così. Ma nessuno di voi ci ha mai pensato?
  • maxpiano69
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24-12-25 12.34

@ Sbaffone
Non siamo forse buffoni di corte?
Eh… non è una battuta, la musica da sempre è “intrattenimento” (ed in passato principalmente per le “corti”)
  • zaphod
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24-12-25 13.07

Roberto_Forest ha scritto:
A volte mi sono messo però di lato. Non so se qualcuno si mette così

io mi metto sempre di lato, dando il profilo al pubblico (a parte rare eccezioni in cui ho le tastiere a L)
Alla gente fa piacere vedere i movimenti tradotti in suono, e può farlo solo vedendo le mani. In più, se suoni da seduto, con una tastiera sopra l'altra e magari il leggio ancora sopra, e suoni con il viso verso il pubblico, diventi praticamente invisibile. Se poi ci metti insieme due chitarristi che fanno gara di volumi, puoi anche sgattaiolare via senza che nessuno se ne accorga emo
Aggiungo che la posizione a 90 gradi (rispetto al palco emo) è un sistema utile per vedere il resto della band.

Per quanto riguarda il discorso generale, concordo con Pianolaio: il repertorio è importante, ma direi che anche la quantità di musicisti influisce; esempio personale: due serate, stesso repertorio (Pino Daniele), una in trio chitarra voce e piano, la gente mi fermava per strada per complimentarsi, in quintetto (con anche basso e batteria), i complimenti sono diffusi e non mirati al singolo componente (e nel caso, generalmente alla cantante, com'è ovvio che sia).

Chiaro che in un contesto trio jazz il pianista spicca, in altri rimarrà più defilato. La comunicazione col pubblico è importante, non puoi sederti, suonare e andare via, devi un attimo raccontare il brano, un paio di frasi argute ci stanno, insomma il solito discorso di coinvolgere chi ascolta al di là del "SU LE MANIIIIIII!!!!"

Discorso abbigliamento: un po' influisce il luogo ove si suona, un po' il gusto personale (siamo artisti, no...?)
Io sto ancora cercando di dimenticare le fragorose e abbaglianti camicie che usavo da 18-20enne sentendomi pure figo emo ...d'altra parte fanno un po' sorridere certi gruppi rockettari con 60enni che indossano il completo di pelle.
Io sono per uno stile sobrio casual-elegante, la camicia non manca mai, sopra mai maglioncino ma piuttosto giacca.