tanto sbattimento, ma per chi e che cosa?

  • paolo_b3
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17-02-26 14.09

@ markelly2
Il pubblico vuole le cover band che intrattengono anche se suonano male? Se gliele dai, continuerà a volerle.
Quindi è anche responsabilità dei musicisti.

(Scusa, non volevo quotarti)
Detto così la soluzione al problema è o suoni bene o eviti di presentarti in pubblico... mi pare un po' estrema come tesi emoemoemo
  • WhiteMoon
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17-02-26 14.26

paolo_b3 ha scritto:
Detto così la soluzione al problema è o suoni bene o eviti di presentarti in pubblico... mi pare un po' estrema come tesi


No, è che, forse, a noi Musicisti, piacerebbe avere qualcuno del pubblico che, dopo il Concerto, venga a dirci (a noi Tastieristi): "Che bello il suono dell'Hammond. Che "Clone" Usi? Viscount o Crumar?", oppure: "Molto bello il suono dei SynthPad che hai programmato: sembra quasi un Roland JX-8P"...

Invece, a parte non calcolarti proprio come Musicista, ma considerando solamente il/la Cantante o il Chitarrista (tanto, si sa, che i Tastieristi fanno finta di suonare e "mettono le basi..." emo), al massimo vengono a dirti: "Ah, tu suoni le "Pianole"? Anche mio cuGGino suona la "Pianola" oppure: "Anche mio cuGGino suona: fa il DJ"... emo
  • bat_man
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17-02-26 15.14

Satomi suonava le tastiere nei bee hive, era bravo buono bello alto elegante ricco, guidava una sportiva rossa e aveva il villone. Eppure Licia scelse Mirko il cantante, malessere squattrinato dal look discutibile, orfano col fratellino rompiballe da accudire.
Col senno di poi...
  • Sbaffone
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17-02-26 15.55

Beati voi, alla fine dei concerti c’è sempre qualche gnocca che mi mette un bigliettino in tasca con il suo numero, che noia
  • paolo_b3
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17-02-26 17.02

@ WhiteMoon
paolo_b3 ha scritto:
Detto così la soluzione al problema è o suoni bene o eviti di presentarti in pubblico... mi pare un po' estrema come tesi


No, è che, forse, a noi Musicisti, piacerebbe avere qualcuno del pubblico che, dopo il Concerto, venga a dirci (a noi Tastieristi): "Che bello il suono dell'Hammond. Che "Clone" Usi? Viscount o Crumar?", oppure: "Molto bello il suono dei SynthPad che hai programmato: sembra quasi un Roland JX-8P"...

Invece, a parte non calcolarti proprio come Musicista, ma considerando solamente il/la Cantante o il Chitarrista (tanto, si sa, che i Tastieristi fanno finta di suonare e "mettono le basi..." emo), al massimo vengono a dirti: "Ah, tu suoni le "Pianole"? Anche mio cuGGino suona la "Pianola" oppure: "Anche mio cuGGino suona: fa il DJ"... emo
Hai ragione! Quando ti presenti ad un corso di pianoforte per principianti o entri in un negozio a comperare il tuo primo synth te le dovrebbero leggere le conseguenze a cui vai incontro, come si fa coi diritti a chi viene arrestato negli USA emoemoemo
  • paolo_b3
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17-02-26 17.04

@ Sbaffone
Beati voi, alla fine dei concerti c’è sempre qualche gnocca che mi mette un bigliettino in tasca con il suo numero, che noia
Com'era la gag che girava su WZAP? La barista ti chiede "ti andrebbe di uscire?" Perchè deve chiudere...
  • Sbaffone
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17-02-26 17.46

@ paolo_b3
Com'era la gag che girava su WZAP? La barista ti chiede "ti andrebbe di uscire?" Perchè deve chiudere...
Non fare il geloso emo
  • Ovidio
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17-02-26 22.14

Suonare bene? Mah... ho visto concerti di varie tribute band pop/dance. Fingono di suonare, vanno spudoratamente di basi saltando come cavallette sul palco in abiti a tema. Ovviamente riempiono le piazze. Intrattenimento 98%, tecnica 2%.
  • giosanta
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17-02-26 22.45

Tutto molto interessane, ma sono lamentazione che arrivano, grosso modo, con una cinquantina d'anni di ritardo. I musicisti tutto possono fare fuorché inventarsi un pubblico che non esiste più, da tempo.
  • bluesboy
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17-02-26 22.50

zaphod ha scritto:
no, il pubblico va comunque coinvolto, chiaramente in maniera diversa, spiegando concisamente il brano e magari l'arrangiamento, in modo da rendere più fruibile l'ascolto.. sempre in modo leggero, chè non siamo ad una messa di suffragio, ma le persone apprezzano molto, ho notato.

e infatti anche questo coinvolgimento o, quantomeno, tentativo di coinvolgimento significa "rispettare" il pubblico. Ossia non mettersi sul piedistallo come vedo ed ho visto fare veramante a tanti (troppe) formazioni jazz in cui i (bravissimi) musicisti e (sovente) la cantante si esibiscono con quell'aria snob ed autoreferenziale di chi se la tira un pò.....della serie: guardate come sono brava, guardate come siamo bravi.....la fiera dell'onanismo.
E queste cose state tranquilli che si notano e si avvertono (anche in chi non è un esperto di musica) e, soprattutto, non fanno una bella impressione....tutt'altro.
Tentare di coinvolgere un pubblico anche non di addetti ai lavori, non significa di per sé sminuirsi....... anzi.
E quando mi trovo ad asssistere a queste performance , avendo il background necessario per apprezare la tecnica e gli arrangiamenti, da un lato apprezzo ma dall'altro, quale spettatore, mi innervosisco perchè non mi consideri e ritieni (ritenete) che i miei applausi siano dovuti a prescindere. Ed invece il pubblico, in quanto tale, non deve proprio nulla...semmai il contrario.
C'è chi afferma che il pubblico "ha sempre ragione, anche quando ha torto".....e per quanto si possa discutere non lo trovo un concetto così astruso.
  • bluesboy
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17-02-26 23.03

WhiteMoon ha scritto:


No, è che, forse, a noi Musicisti, piacerebbe avere qualcuno del pubblico che, dopo il Concerto, venga a dirci (a noi Tastieristi): "Che bello il suono dell'Hammond. Che "Clone" Usi? Viscount o Crumar?", oppure: "Molto bello il suono dei SynthPad che hai programmato: sembra quasi un Roland JX-8P"...

Invece, a parte non calcolarti proprio come Musicista, ma considerando solamente il/la Cantante o il Chitarrista (tanto, si sa, che i Tastieristi fanno finta di suonare e "mettono le basi..." emo), al massimo vengono a dirti: "Ah, tu suoni le "Pianole"? Anche mio cuGGino suona la "Pianola" oppure: "Anche mio cuGGino suona: fa il DJ"... emo


Ti capisco.
E tuttavia ....(perchè c'è un tuttavia che nella fattispecie si chiama "utopia"):
L'ambito dei musicisti/musicanti/strimpellatori ecc.. non è propriamente un contesto in cui il fairplay la fa da padrone...anzi.
Chi ha la competenza/conoscenza musicale e strumentale per venirti a fare i complimenti, 9 vlte su 10 non te li fa perché ritiene di essere migliore e/o di avere roba migliore oppure, al contrario, se sa di essere peggiore una tua bella performance gli farà rabbia e non ti verrà nemmeno a salutare.
Questi atteggiamenti molto lontani dalla mia indole non soffrendo di invidia nei confronti di nessuno (nemmeno da ragazzino) e pertanto li ho stigmatizzati da sempre.....però gli ho visti in altri, molte e molte volte, anche a livelli amtoriali.

  • bluesboy
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17-02-26 23.10

giosanta ha scritto:
inventarsi un pubblico che non esiste più, da tempo.

Ti posso chiedere, per mia curiosità, quale sarebbe il pubblico che da 50 anni non esiste più?
  • giosanta
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17-02-26 23.21

@ bluesboy
giosanta ha scritto:
inventarsi un pubblico che non esiste più, da tempo.

Ti posso chiedere, per mia curiosità, quale sarebbe il pubblico che da 50 anni non esiste più?
Figurati. Una volta si sentivano molto di più i "gruppi" composti da musicisti più o meno bravi che avevano, pure in diversa misura, la paternità di quello che ascoltavi. Nel momento in cui si è in maggioranza passati al pur bravo "Pinco Pallo e la sua band" la "band" pesa molto meno. La gente ora va ad ascoltare Pinco Pallo...
  • jacus78
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18-02-26 00.20

Suono in giro da quando avevo 16 anni, ne ho 48 fate voi i calcoli... una generazione e mezza fa, la gente era più coinvolta da sé, ricordo che quando c'era la nostra band a suonare arrivavano perfino da comuni limitrofi a vederci e riempivamo ogni locale in cui andavamo. Non c'erano i punti sulla patente, né guide in stato di ebbrezza e se ti beccavano te la cavavi con un cazziatone. La gente della mia età beveva un drink in più, si coinvolgeva da sola e finiva che ballavano sui tavoli. Si divertivano, cantavano e tornavano a casa tranquilli. E ci facevano i complimenti.

Devo dire però che noi offrivamo uno spettacolo all'altezza, prove su prove, suoni, dinamiche, tutta gente di conservatorio che sapeva suonare, con un repertorio attento, del tipo Cocaine, HeiJoe, Sultans of swing, Black night, Black Magic woman, Smooth, Knocking on heavens door in stile Gun's, One, No woman no cry....e altri 30 brani di questo tipo....e anche qualche brano "lecchino" per far contente le persone che ci richiedevano le solite minchiate....gente che stava attenta alle dinamiche e a ogni dettaglio. PS, avevamo un cantante madrelingua americana che parlava anche italiano, quindi repertorio cucito su di lui.
C'era molto più rispetto per le band che si esibivano, per gli strumentisti, e più voglia di divertirsi in maniera "pulita". Ma c'era anche più conoscenza e consapevolezza, e c'era chi sapeva distinguere un musicista da un musicante.

Adesso per chi si esibisce in giro, vede da sé la gente che va ai concerti... 4 polli sbarbati che non sa mettere una parola sopra un'altra, ignoranti come le capre e... mi fermo qui.
Ecco il motivo per cui oggi quando esco a suonare, mi porto solo il pianoforte. E se sono in band, compro le basi e le metto al mixer. E tanti saluti. Tanto non capisce nessuno niente se ci sono basi o no. Sono dell'idea che l'ignoranza non merita il merito, né il tempo perso a farsi suoni e tutto il resto. Ecco tutto. emo
Ovviamente però se ho un progetto con una band rinomata, conosciuta in tutta la regione (almeno), mi studio le parti come si deve, ma finora è capitato rare volte avere questo tipo di progetti. In questo caso mi allineo agli altri strumentisti però, e non alla gente nei pub.

PS2, i miei amici, che non sono musicisti come me, sapevano chi era Jimmy Page, chi era Slash, chi era David Gilmour, chi era Michael Stipe, Paul McCartney, Brian Johnson, Mark Knopfler, Keith Richards, Ronnie Wood, Eddie Vedder... a 18-20 anni lo sapevano chi stavano ascoltando, e ne conoscevano pure la storia e i repertori. C'era più cultura e voglia di sapere. I miei amici (e tanti come loro di questa età), ti cantavano dietro al solista di Comfortably Numb, e lo capivano bene se tu chitarrista lo stavi suonando bene e con gusto oppure no. Sapevano giudicare chi suonava, a 20 anni.
Chiedilo adesso a qualche 20enne chi sono i cantanti o gli strumentisti di qualche band di successo, vedi se lo sanno.

Ha ragione Giosanta, non c'è più il pubblico, c'è solo ignoranza con la camicia bianca attillata e tacchi 12.

Comunque, io a casa mia, mi diverto ancora a smanettare, e lo faccio per me. emo
  • maxipf
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18-02-26 07.28

Commento un po’ pesante quest’ultimo…a me non importa se chi viene a sentirmi suonare non capisca una beneamata, l’importante é che mi diverto un sacco a stare su un palco insieme ai miei amici supportato dalla mia famiglia, tutto il resto é noia.
Partendo dall’inizio: penso che per chi é di Torino sia ben noto che molti locali storici dove si faceva live non ci sono più da molti anni, rimangono alcuni “recidivi” che magari si sono trasformati in associazioni ed offrono clinic di “stranieri” che ospitano a casa propria, calav sai di chi sto parlando vero? Non so neanche se é ancora aperto….
Il live é decaduto negli anni 90 grazie a Fiorello e negli anni 2000 grazie a internet, sono cambiati gli interessi, non ci sono più soldi come una volta e oggi non mi viene in mente un locale dove si faccia live “serio”, nel senso che non ti viene chiesto un cd di presentazione ma di suonare gratis o quante persone porti a mangiare, il cachet raramente arriva ai 50€ a testa.
Per me che ho 60 anni suonati e cantati ed un lavoro fisso, come calav, ormai é un costoso hobby perché, oltre a svenarti con gli strumenti, le almeno 8 ore nei festivi che dedichi al “concerto” ti fruttano un piatto di pasta o una pizza se va bene e la moglie che ti accompagna si paga la cena….
Questa è la realtá, se lo fai per divertimento e/o passione te la fai andar bene, oppure ti costruisci una sala prove in garage e ti diverti ancora di più suonando quanto e cosa ti pare e/o organizzando ogni tanto cene e jam session con amici e relative famiglie, come mi piace fare…
  • Deckard
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18-02-26 10.41

@ jacus78
Suono in giro da quando avevo 16 anni, ne ho 48 fate voi i calcoli... una generazione e mezza fa, la gente era più coinvolta da sé, ricordo che quando c'era la nostra band a suonare arrivavano perfino da comuni limitrofi a vederci e riempivamo ogni locale in cui andavamo. Non c'erano i punti sulla patente, né guide in stato di ebbrezza e se ti beccavano te la cavavi con un cazziatone. La gente della mia età beveva un drink in più, si coinvolgeva da sola e finiva che ballavano sui tavoli. Si divertivano, cantavano e tornavano a casa tranquilli. E ci facevano i complimenti.

Devo dire però che noi offrivamo uno spettacolo all'altezza, prove su prove, suoni, dinamiche, tutta gente di conservatorio che sapeva suonare, con un repertorio attento, del tipo Cocaine, HeiJoe, Sultans of swing, Black night, Black Magic woman, Smooth, Knocking on heavens door in stile Gun's, One, No woman no cry....e altri 30 brani di questo tipo....e anche qualche brano "lecchino" per far contente le persone che ci richiedevano le solite minchiate....gente che stava attenta alle dinamiche e a ogni dettaglio. PS, avevamo un cantante madrelingua americana che parlava anche italiano, quindi repertorio cucito su di lui.
C'era molto più rispetto per le band che si esibivano, per gli strumentisti, e più voglia di divertirsi in maniera "pulita". Ma c'era anche più conoscenza e consapevolezza, e c'era chi sapeva distinguere un musicista da un musicante.

Adesso per chi si esibisce in giro, vede da sé la gente che va ai concerti... 4 polli sbarbati che non sa mettere una parola sopra un'altra, ignoranti come le capre e... mi fermo qui.
Ecco il motivo per cui oggi quando esco a suonare, mi porto solo il pianoforte. E se sono in band, compro le basi e le metto al mixer. E tanti saluti. Tanto non capisce nessuno niente se ci sono basi o no. Sono dell'idea che l'ignoranza non merita il merito, né il tempo perso a farsi suoni e tutto il resto. Ecco tutto. emo
Ovviamente però se ho un progetto con una band rinomata, conosciuta in tutta la regione (almeno), mi studio le parti come si deve, ma finora è capitato rare volte avere questo tipo di progetti. In questo caso mi allineo agli altri strumentisti però, e non alla gente nei pub.

PS2, i miei amici, che non sono musicisti come me, sapevano chi era Jimmy Page, chi era Slash, chi era David Gilmour, chi era Michael Stipe, Paul McCartney, Brian Johnson, Mark Knopfler, Keith Richards, Ronnie Wood, Eddie Vedder... a 18-20 anni lo sapevano chi stavano ascoltando, e ne conoscevano pure la storia e i repertori. C'era più cultura e voglia di sapere. I miei amici (e tanti come loro di questa età), ti cantavano dietro al solista di Comfortably Numb, e lo capivano bene se tu chitarrista lo stavi suonando bene e con gusto oppure no. Sapevano giudicare chi suonava, a 20 anni.
Chiedilo adesso a qualche 20enne chi sono i cantanti o gli strumentisti di qualche band di successo, vedi se lo sanno.

Ha ragione Giosanta, non c'è più il pubblico, c'è solo ignoranza con la camicia bianca attillata e tacchi 12.

Comunque, io a casa mia, mi diverto ancora a smanettare, e lo faccio per me. emo
Tutto molto bello, a quanto pare pure la gente che guidava imbriaca emo
  • Sbaffone
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18-02-26 12.08

@ Deckard
Tutto molto bello, a quanto pare pure la gente che guidava imbriaca emo
Non c’erano le cinture di sicurezza e si guidava la moto senza casco, altri tempi
  • calav
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18-02-26 12.25

@ Deckard
Tutto molto bello, a quanto pare pure la gente che guidava imbriaca emo
in Lombardia e Emilia Romagna in cui ho suonato, ci sono locali decenti in cui il musicista viene rispettato per quello che fà, i locali hanno la loro clientela abituale e e per fortuna i gestori non vivono sulla nostra pelle chiedendoci di portare persone, anche perchè chi si sposterebbe da Torino? Torino, e parlo dei locali storici sono decaduti completamente, non se ne salva uno, sia per incompetenza musicale da parte del pubblico che per gestori solo aridi di incassi provenienti da conoscenti che ci chiedono di portare . Difatti, pur di fare qualche km. in più, abbiamo fatto una cernita dei locali fuori Torino che camminano con le loro gambe, l'unico che merita veramente più vicino e che rimane un ritrovo di spettatori che vogliono sentire tale tributo, dove spesso girano musicisti competenti è il Tortuga a Vigliano Biellese, gestore molto competente e non devi implorare per una birra in più, anzi te la porta lui stesso durante il concerto . Fossero tutti così i pochi locali rimasti in Torino, sarebbe una gran cosa. Però non sempre è possibile spostarsi da una regione all'altra anche perchè il chacet ( anche se più alti ) devono coprire carburante e caselli, quindi ci spostiamo solo nei locali che pagano almeno il doppio di quelli torinesi. Per comodità siamo in tutti i locali di Torino anche perchè per fortuna abbiamo un fans club che ci seguono , ma il rovescio della medaglia è che sono sempre gli stessi e ogni live diventa un rebus , ce ne accorgiamo solo al momento quanti tavoli sono stati prenotati. Comunque in Svizzera, Francia, Germania e Belgio, dove ho suonato, si nota una cultura musicale e rispetto maggiore verso i musicisti . Pensate che il mio primo gruppo avevo 14 anni, suonavamo tutti i sabati in un locale, eravamo 4 musicisti e prendevamo a serata 50 euro a testa, oggi ne ho 57 e ho sempre fatto live siamo in 6 elementi e a distanza di 40 anni se si riesce a incassare 50 euro a testa è già tanta roba. Ci sono volte in cui mi diverto più a fare prove che in live, ho detto tutto
  • calav
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18-02-26 12.49

@ calav
in Lombardia e Emilia Romagna in cui ho suonato, ci sono locali decenti in cui il musicista viene rispettato per quello che fà, i locali hanno la loro clientela abituale e e per fortuna i gestori non vivono sulla nostra pelle chiedendoci di portare persone, anche perchè chi si sposterebbe da Torino? Torino, e parlo dei locali storici sono decaduti completamente, non se ne salva uno, sia per incompetenza musicale da parte del pubblico che per gestori solo aridi di incassi provenienti da conoscenti che ci chiedono di portare . Difatti, pur di fare qualche km. in più, abbiamo fatto una cernita dei locali fuori Torino che camminano con le loro gambe, l'unico che merita veramente più vicino e che rimane un ritrovo di spettatori che vogliono sentire tale tributo, dove spesso girano musicisti competenti è il Tortuga a Vigliano Biellese, gestore molto competente e non devi implorare per una birra in più, anzi te la porta lui stesso durante il concerto . Fossero tutti così i pochi locali rimasti in Torino, sarebbe una gran cosa. Però non sempre è possibile spostarsi da una regione all'altra anche perchè il chacet ( anche se più alti ) devono coprire carburante e caselli, quindi ci spostiamo solo nei locali che pagano almeno il doppio di quelli torinesi. Per comodità siamo in tutti i locali di Torino anche perchè per fortuna abbiamo un fans club che ci seguono , ma il rovescio della medaglia è che sono sempre gli stessi e ogni live diventa un rebus , ce ne accorgiamo solo al momento quanti tavoli sono stati prenotati. Comunque in Svizzera, Francia, Germania e Belgio, dove ho suonato, si nota una cultura musicale e rispetto maggiore verso i musicisti . Pensate che il mio primo gruppo avevo 14 anni, suonavamo tutti i sabati in un locale, eravamo 4 musicisti e prendevamo a serata 50 euro a testa, oggi ne ho 57 e ho sempre fatto live siamo in 6 elementi e a distanza di 40 anni se si riesce a incassare 50 euro a testa è già tanta roba. Ci sono volte in cui mi diverto più a fare prove che in live, ho detto tutto
a Torino i locali IN fanno la fame, ma ultimamente la tendenza sono i localini da apericena che fanno suonare live, senza strumentazione propria, in cui dobbiamo portare l'impianto nostro, anche se non è male, poichè col digitale e un fonico competente in due secondi hai i suoni già pronti e salvati in una scena del mixer. Però ti pagano una miseria. Pensate quanto sono ignoranti i gestori: abbiamo suonato ulltimamente in un locale dove sotto suonavamo noi in una sala adibita ai live e sopra, ristorante/pub nel contempo si faceva karaoke. Morale della favola: il pubblico era più divertito a cantare alla Fiorello che sentire una band seria come la nostra. Non ho parole....suono per divertirmi e se lo faccio bene è solo per soddisfazione personale, di altro non interessa più nulla. Oramai ho già dato, centinaia e centinaia di concerti, mi sono tolto tutte le soddisfazioni possibili e immaginabili suonando con musicisti famosi. Adesso sono nella fase di relax, porto il minimo indispensabile, setup leggero, tranquillo e preparato e godo dei momenti a tavola che passo con i miei amici musicisti
  • greg
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18-02-26 13.00

calav ha scritto:
Torino

Vengo sempre volentieri a Torino.
E tra un pò tornerò a visitare il museo Egizio.
In ogni caso il problema del Karaoke lo sollevo spesso.
È sacrosanto da parte di gestori e clienti usufruire di simile 'opera'.
Il problema (non mi riferisco assolutamente al tuo caso) è chetalvolta 3 meglio rinunciare alla serata se in partenza sai del rischio 'contaminazioni'.
Con la bsnd cantautori ci si muove con altri 3 gruppi ed organizziamo serate a tema esclusivamente in piccoli teatri, il pubblico che partecipa paga solo la musica proposta..
D'estate sarà diverso, chiaro.