tanto sbattimento, ma per chi e che cosa?

  • Deckard
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18-02-26 13.07

@ Sbaffone
Non c’erano le cinture di sicurezza e si guidava la moto senza casco, altri tempi
Si "c'ero" anch'io...ironia, questa sconosciuta emo
  • Sbaffone
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18-02-26 13.19

@ Deckard
Si "c'ero" anch'io...ironia, questa sconosciuta emo
Sconosciutissimaemo
  • jeedo
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18-02-26 13.33

calav ha scritto:
abbiamo suonato ulltimamente in un locale dove sotto suonavamo noi in una sala adibita ai live e sopra, ristorante/pub nel contempo si faceva karaoke. Morale della favola: il pubblico era più divertito a cantare alla Fiorello che sentire una band seria come la nostra

emo emo emo

Per quanto mi riguarda, considero chi ha inventato il karaoke, nemico dell'umanità!
Mi è capitato di scappare a gambe levate da locali dove si "somministra" karaoke a scapito degli avventori... ma che diamine, perché devo sorbirmi voci scornacchianti, karaokanti totalmente stonati, fuori tempo e distruttori di melodie! Mi fa proprio male sentire le dissonanze che questi esibizionisti da quattro soldi emettono... sento proprio un dolore nel cuore quando questi esseri ruttano stonature.
Scusa Calav per l'off topic!
  • Deckard
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18-02-26 13.54

@ Sbaffone
Sconosciutissimaemo
emoemo
  • Raptus
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18-02-26 14.11

@ maxipf
Commento un po’ pesante quest’ultimo…a me non importa se chi viene a sentirmi suonare non capisca una beneamata, l’importante é che mi diverto un sacco a stare su un palco insieme ai miei amici supportato dalla mia famiglia, tutto il resto é noia.
Partendo dall’inizio: penso che per chi é di Torino sia ben noto che molti locali storici dove si faceva live non ci sono più da molti anni, rimangono alcuni “recidivi” che magari si sono trasformati in associazioni ed offrono clinic di “stranieri” che ospitano a casa propria, calav sai di chi sto parlando vero? Non so neanche se é ancora aperto….
Il live é decaduto negli anni 90 grazie a Fiorello e negli anni 2000 grazie a internet, sono cambiati gli interessi, non ci sono più soldi come una volta e oggi non mi viene in mente un locale dove si faccia live “serio”, nel senso che non ti viene chiesto un cd di presentazione ma di suonare gratis o quante persone porti a mangiare, il cachet raramente arriva ai 50€ a testa.
Per me che ho 60 anni suonati e cantati ed un lavoro fisso, come calav, ormai é un costoso hobby perché, oltre a svenarti con gli strumenti, le almeno 8 ore nei festivi che dedichi al “concerto” ti fruttano un piatto di pasta o una pizza se va bene e la moglie che ti accompagna si paga la cena….
Questa è la realtá, se lo fai per divertimento e/o passione te la fai andar bene, oppure ti costruisci una sala prove in garage e ti diverti ancora di più suonando quanto e cosa ti pare e/o organizzando ogni tanto cene e jam session con amici e relative famiglie, come mi piace fare…
Beh da che mondo e mondo le tribute servono a fare soldi.
Proprio perché lo sbattimento che c'è dietro una tribute, a voler per forza scimmiottare l'artista di turno, è davvero molto.
Il fattore divertimento è secondario o azzarderei di dire che a volte non c'è neppure.
Infatti tutti quelli che conosco che suonavano in tribute band non lo facevano per divertirsi, anzi era più lo stress (che mi dicevano) che altro.
Uno dei tanti motivi per cui non ho mai voluto fare una cosa simile nella vita, se devo suonare per stressarmi a sto punto è meglio non farlo, anche perché un altro lavoro già ce l'ho.
  • paolo_b3
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18-02-26 14.26

Chiariamo una cosa, tutti quelli che organizzano musica dal vivo, partendo dal bar in centro con 4 tavolini sul corso finanche al mega concerto di artisti di fama internazionale, lo fanno per guadagnare, credo sia lecito. Rimangono fuori da questa logica gli eventi realizzati con il contributo dell'ente locale, il cui retaggio è musica "classica", credo sia giusto.

Ora nel suddetto bar del centro con i 4 tavolini, considerando i permessi comunali e la SIAE, quanto pensate che possa saltar fuori per chi suona? Allora si fanno un bel Karaoke, danno 100 € al "manovratore" e tutti felici e contenti.

Glielo vogliamo impedire?
  • jacus78
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18-02-26 14.51

Sbaffone ha scritto:
Non c’erano le cinture di sicurezza e si guidava la moto senza casco, altri tempi

E c'erano anche le cinghiate di papà e le palettate e i manici di scopa di mamma se te ne tornavi a casa a 4 piedi, o strafatto rincoglionito di sostanze. Altro che telefono azzurro, te lo spaccavano in testa il telefono, quello con la rotella e col filo. E per evitare cotanto dolore bevevi si, ma non esageravi.
  • jacus78
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18-02-26 14.58

paolo_b3 ha scritto:
Glielo vogliamo impedire?

ovvio che no. Ma prima come è stato possibile che i barman e i gestori dei locali non solo pagavano i musicisti, ma avevano locali sempre pieni con gente che spendeva, con tanto di profitto.
  • Sbaffone
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18-02-26 15.01

@ jacus78
paolo_b3 ha scritto:
Glielo vogliamo impedire?

ovvio che no. Ma prima come è stato possibile che i barman e i gestori dei locali non solo pagavano i musicisti, ma avevano locali sempre pieni con gente che spendeva, con tanto di profitto.
Una volta gli scontrini erano un optional
  • paolo_b3
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18-02-26 15.07

@ jacus78
paolo_b3 ha scritto:
Glielo vogliamo impedire?

ovvio che no. Ma prima come è stato possibile che i barman e i gestori dei locali non solo pagavano i musicisti, ma avevano locali sempre pieni con gente che spendeva, con tanto di profitto.
Qua dalle nostre parti almeno, non so se in tutta Italia, c'è stato un periodo, direi a memoria attorno al 2000, in cui se una discoteca proponeva musica dal vivo prima del DJ aveva sgravi fiscali.
Un mio amico con il suo gruppo fu chiamato per questa ouverture, montato tutto, fatti i suoni, poi qualche foto e tutti a casa senza suonare. Però li hanno pagati...

E' successo anche questo.
  • jacus78
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18-02-26 15.08

Sbaffone ha scritto:
Una volta gli scontrini erano un optional

emo Beh anche questo è vero.
  • Raptus
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18-02-26 15.12

@ paolo_b3
Chiariamo una cosa, tutti quelli che organizzano musica dal vivo, partendo dal bar in centro con 4 tavolini sul corso finanche al mega concerto di artisti di fama internazionale, lo fanno per guadagnare, credo sia lecito. Rimangono fuori da questa logica gli eventi realizzati con il contributo dell'ente locale, il cui retaggio è musica "classica", credo sia giusto.

Ora nel suddetto bar del centro con i 4 tavolini, considerando i permessi comunali e la SIAE, quanto pensate che possa saltar fuori per chi suona? Allora si fanno un bel Karaoke, danno 100 € al "manovratore" e tutti felici e contenti.

Glielo vogliamo impedire?
La musica deve essere anche contestualizzata al locale anche perché ne pregiudica pure la fama, chiaro che nel baretto stupido di paese non si possa pretendere di ascoltare un concerto di alto livello, però in un pub un po' più ricercato magari sì.

Poi ci sono sempre le mosche bianche, che magari per cultura musicale (o gusti) del gestore di turno fanno suonare artisti particolari anche se si tratta del posto più infimo della periferia.
  • jacus78
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18-02-26 15.13

paolo_b3 ha scritto:
Qua dalle nostre parti almeno, non so se in tutta Italia, c'è stato un periodo, direi a memoria attorno al 2000, in cui se una discoteca proponeva musica dal vivo prima del DJ aveva sgravi fiscali.

No mai sentita una cosa del genere, tanto come dice Baffone, che dovevano sgravare se finiva sempre la carta degli scontrini ancor prima di aprire per l'aperitivo e non guadagnavano? emo
  • tsuki
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18-02-26 15.49

@ paolo_b3
Chiariamo una cosa, tutti quelli che organizzano musica dal vivo, partendo dal bar in centro con 4 tavolini sul corso finanche al mega concerto di artisti di fama internazionale, lo fanno per guadagnare, credo sia lecito. Rimangono fuori da questa logica gli eventi realizzati con il contributo dell'ente locale, il cui retaggio è musica "classica", credo sia giusto.

Ora nel suddetto bar del centro con i 4 tavolini, considerando i permessi comunali e la SIAE, quanto pensate che possa saltar fuori per chi suona? Allora si fanno un bel Karaoke, danno 100 € al "manovratore" e tutti felici e contenti.

Glielo vogliamo impedire?
Assolutamente no...Pero' se un gruppo va' a suonare nel suddetto locale,considerando il fatto che si fa' il service da se',la fatica di montare la strumentazione-fare i suoni-suonare-smontare e caricare-,tu gestore qualche cosa dovrai dargliela no? Se non te lo puoi permettere un gruppo,giustamente come dici tu percorri altre strade,ma non metterti in ballo con una band che se è di livello almeno discreto ha un investimento in ore di prove,strumentazioni,un certo talento di base,gestione di uno spettacolo...Tutto qui...Poi chi vive solo dalla musica è costretto in un certo senso ad accettare cachet spesso inadeguati,ma sia ben chiaro,non è una cosa giusta.
  • paolo_b3
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18-02-26 18.00

@ tsuki
Assolutamente no...Pero' se un gruppo va' a suonare nel suddetto locale,considerando il fatto che si fa' il service da se',la fatica di montare la strumentazione-fare i suoni-suonare-smontare e caricare-,tu gestore qualche cosa dovrai dargliela no? Se non te lo puoi permettere un gruppo,giustamente come dici tu percorri altre strade,ma non metterti in ballo con una band che se è di livello almeno discreto ha un investimento in ore di prove,strumentazioni,un certo talento di base,gestione di uno spettacolo...Tutto qui...Poi chi vive solo dalla musica è costretto in un certo senso ad accettare cachet spesso inadeguati,ma sia ben chiaro,non è una cosa giusta.
Non fraintendermi, a me il karaoke non piace, ma bisogna fare i conti con la realtà. Se le possibilità economiche non ci sono allora non ci sarà quello spazio per la musica dal vivo. Poi una band pronta ad andare sottocosto la trovi subito. C'è troppa offerta oggi rispetto alla domanda, per lo meno qua è così.
  • berlex65
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18-02-26 18.24

@ paolo_b3
Non fraintendermi, a me il karaoke non piace, ma bisogna fare i conti con la realtà. Se le possibilità economiche non ci sono allora non ci sarà quello spazio per la musica dal vivo. Poi una band pronta ad andare sottocosto la trovi subito. C'è troppa offerta oggi rispetto alla domanda, per lo meno qua è così.
Infatti però ormai il karaoke piace a tutti emoemo
  • Bob_Braces
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18-02-26 18.25

@ paolo_b3
Qua dalle nostre parti almeno, non so se in tutta Italia, c'è stato un periodo, direi a memoria attorno al 2000, in cui se una discoteca proponeva musica dal vivo prima del DJ aveva sgravi fiscali.
Un mio amico con il suo gruppo fu chiamato per questa ouverture, montato tutto, fatti i suoni, poi qualche foto e tutti a casa senza suonare. Però li hanno pagati...

E' successo anche questo.
All'epoca capitato anche a me un paio di volte, ma con un'aggravante per via di questo copione: inizio concerto alle 23:45 a locale completamente vuoto, 00:15 primi timidi avventori, 00:30 inizia a vedersi gente, 0:45 presenze consistenti si avvicina buttafuori a caso che intima di smettere di suonare, 0:50 parte musica del DJ, la pista si riempie, proviamo a smontare, si riavvicina il buttafuori dicendo che non se ne parla di attraversare la pista piena con quegli strumenti ingombranti, alle 4:00, 4:30 si può finalmente levare le tolle.
Mortificante, ma si era giovini, pagavano discretamente e c'erano le cubiste da guardare per passare il tempo...
Va da sè che ora non lo farei nemmeno morto, ma c'è un tempo per tutto...

E comunque confermo che le discoteche facevano così perché avevano sgravi fiscali.
  • paolo_b3
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18-02-26 18.39

Bob_Braces ha scritto:
Mortificante, ma si era giovini, pagavano discretamente e c'erano le cubiste da guardare per passare il tempo...

Infatti questo mio amico mi raccontava che di fronte alle lamentele della band ha risposto "cosa vi lamentate, vi abbiamo pure pagato"...
  • bluesboy
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18-02-26 19.43

giosanta ha scritto:
Figurati. Una volta si sentivano molto di più i "gruppi" composti da musicisti più o meno bravi che avevano, pure in diversa misura, la paternità di quello che ascoltavi. Nel momento in cui si è in maggioranza passati al pur bravo "Pinco Pallo e la sua band" la "band" pesa molto meno. La gente ora va ad ascoltare Pinco Pallo...


Sono d’accordo con la tua affermazione alla quale arrivo anche io, partendo però da un quello che io ritengo essere un concetto-base, ossia che il pubblico è il pubblico: ogni epoca ha il suo. Non esiste un pubblico “migliore” o “peggiore” in senso assoluto, esiste un pubblico che riflette il tempo in cui vive, le mode, il contesto culturale e tecnologico. Capisco perfettamente che a qualcono questo non piaccia ma cinquant’anni fa c’era un certo tipo di fruizione musicale, oggi ce n’è un’altra. Non si può pretendere che reagisca allo stesso modo.
È vero che un tempo il “suonato” aveva spesso un peso enorme....i riff e gli assoli di chitarra erano momenti centrali del brano, spesso attesi dal pubblico. Penso ad esempio a certe stagioni del rock classico, e di come dall’esplosione del grunge in poi quella dimensione virtuosistica sia progressivamente arretrata. Con l’avvento dei talent show televisivi, poi, la voce – insieme all’immagine – è diventata del tutto predominante: l’attenzione si è spostata sull’interprete più che sull’interazione tra musicisti.
E qui entra (sempre a mio parere) un altro fattore: l’individualismo sempre più spinto. Senza fare il moralista de noantri (che non sono), Il narcisismo e la centralità dell’io hanno via via permeato la società intera, non solo la musica. È molto più difficile oggi l’affermazione di una “formazione” nel senso classico del termine, dove tutti i componenti sono riconosciuti e riconoscibili. Se si pensa ai Beatles o ai Queen (giusto per fare un esempio) si ha contezza di cosa significhi essere un gruppo in cui ogni membro sia riconosciuto/riconoscibile ed abbia non solo un’identità forte ma anche una paternità artistica evidente. Oggi, nel mainstream, il modello dominante è spesso “Nome + band di supporto”, come giustamente sostieni.
Detto questo, non credo tuttavia che il pubblico di oggi sia, di per sé, peggiore di quello di cinquant’anni fa. Sono cambiati i tempi, e la musica ha seguito,come ha sempre fatto, l’evoluzione tecnologica (che – mio personalissimo parere- è stata di gran lunga ben più incidente di quella culturale che pure c’è stata): dai primi microfoni al vinile, dalla musicassetta al CD, fino alla distribuzione liquida online e ora perfino all’AI. Negli anni ’80, ad esempio, l’introduzione massiccia dei synth ha cambiato radicalmente il suono e l’estetica. Ogni trasformazione tecnica ha influenzato anche il modo di comporre, produrre, ascoltare e anche guardare. Dai videoclip prima a internet poi.
Per questo penso che oggi un musicista o una band non possa ragionare come cinquant’anni fa. Non si può aspettare che esista ancora lo stesso contesto. Bisogna inventarsi qualcosa, creare occasioni, costruire il proprio pubblico, anche a costo – almeno all’inizio – di rimetterci tempo, energie e magari soldi. Il pubblico non è un’entità mitologica scomparsa: è qualcosa che va intercettato, formato, coinvolto. E - senza retorica- è forse questo il vero lavoro in più che oggi spetta ai musicisti.
  • Raptus
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19-02-26 08.36

@ paolo_b3
Non fraintendermi, a me il karaoke non piace, ma bisogna fare i conti con la realtà. Se le possibilità economiche non ci sono allora non ci sarà quello spazio per la musica dal vivo. Poi una band pronta ad andare sottocosto la trovi subito. C'è troppa offerta oggi rispetto alla domanda, per lo meno qua è così.
Le possibilità economiche sono una scusa. Anche il fatto dell'offerta che supera la domanda, ok ma in che ambito?
Come coverband di Vasco/Ligabue o dei "Pinfloi" può essere. .
Ma come artisti di altro genere? Improvvisatori blues, jazz, metal, elettronica, indie , insomma qualsiasi genere che non sia mainstream italiano classico?
Ci sono realtà, anche piccole, che solo grazie al gestore (o all'appartenenza del gestore a vari gruppi "sociali") propongono comunque artisti interessanti.
Questo, ovvio, nelle realtà un po' più grandi.

Non mi aspetto la stessa cosa dal baretto di periferia di Rimini, anche se... non si può mai dire.