Angine de Poitrine - Il fenomeno del momento

  • maxpiano69
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12-04-26 12.05

@ Roberto_Forest
Non li conosco bene, ne avrò ascoltato solo qualche secondo sparso qua e là.
Ma vorrei far notare una cosa in comune sulla musica attuale che non mi piace: è ormai tutto a livello di influencer/youtuber, cioè se non guardi anche la parte video perdi molto. Cory Henry mi piace moltissimo, bravissimo, ma faccio fatica a sentire per lungo tempo dei suoi pezzi, quindi solo audio, su Spotify. Ascolto più volentieri la musica di un Lonnie Smith, mi sembra più sincera.
Stessa cosa Jacob Collier, Vulfpeck e tanti altri di questa specie. Molto bello vedere i video, solo la musica invece faccio fatica. Mi sembra che l’anima delle cose, la sostanza, si sia spostata dalla musica in sè alla parte scenica.
Cioè che la musica sta pian piano sparendo a favore del video.

E questo influenza anche noi nel nostro piccolo, che vorremmo ancora che la musica fosse sufficiente da sola.
E penso che anche molti di noi vedano il doversi fare video, foto, pubblicità sui socials come un enorme rompitura di c****oni, che non c’entra niente con la “nobiltà” della musica, che ci interessa davvero.

Quindi questo gruppo qui del thread, ok vestirsi strani, l’hanno fatto in molti, ma ascoltereste dei loro pezzi senza video davanti? I Residents ad esempio io prima ho ascoltato i loro dischi, più e più volte, interessantissimi. E solo successivamente ho scoperto che si vestivano in modo strano, ma era una cosa secondaria alla musica, che stava in piedi tranquillamente da sola: il vestirsi strano era una conseguenza della musica, invece ora mi pare che il travestimento sia la cosa principale, la musica è solo la conseguenza.

Ok, sono banalità quelle che ho detto, ma ogni tanto ci si sente meglio a ribadirle.
Non sono banalità, sono considerazioni valide (che sottoscrivo) che non fa male rinfrescare ogni tanto e stavo facendo riflessioni simili alle tue, per quanto posso cerco sempre di ascoltare la musica senza video infatti, per non farmi distrarre o influenzare.

In merito al topic, sono andato ad ascoltare anch'io gli AdP per curiosità ma (come leggo essere successo ad altri) non riesco ad andare oltre brevi spezzoni, soprattutto ascoltandoli senza guardarli poi, non riescono a "prendermi" nonostante sia uno cui non dispiacciono a priori le sperimentazioni, ma non riesco a coglierci un messaggio ovvero un senso "musicale" (per quanto estremo o strano).

  • markelly2
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12-04-26 12.11

@ Roberto_Forest
Non li conosco bene, ne avrò ascoltato solo qualche secondo sparso qua e là.
Ma vorrei far notare una cosa in comune sulla musica attuale che non mi piace: è ormai tutto a livello di influencer/youtuber, cioè se non guardi anche la parte video perdi molto. Cory Henry mi piace moltissimo, bravissimo, ma faccio fatica a sentire per lungo tempo dei suoi pezzi, quindi solo audio, su Spotify. Ascolto più volentieri la musica di un Lonnie Smith, mi sembra più sincera.
Stessa cosa Jacob Collier, Vulfpeck e tanti altri di questa specie. Molto bello vedere i video, solo la musica invece faccio fatica. Mi sembra che l’anima delle cose, la sostanza, si sia spostata dalla musica in sè alla parte scenica.
Cioè che la musica sta pian piano sparendo a favore del video.

E questo influenza anche noi nel nostro piccolo, che vorremmo ancora che la musica fosse sufficiente da sola.
E penso che anche molti di noi vedano il doversi fare video, foto, pubblicità sui socials come un enorme rompitura di c****oni, che non c’entra niente con la “nobiltà” della musica, che ci interessa davvero.

Quindi questo gruppo qui del thread, ok vestirsi strani, l’hanno fatto in molti, ma ascoltereste dei loro pezzi senza video davanti? I Residents ad esempio io prima ho ascoltato i loro dischi, più e più volte, interessantissimi. E solo successivamente ho scoperto che si vestivano in modo strano, ma era una cosa secondaria alla musica, che stava in piedi tranquillamente da sola: il vestirsi strano era una conseguenza della musica, invece ora mi pare che il travestimento sia la cosa principale, la musica è solo la conseguenza.

Ok, sono banalità quelle che ho detto, ma ogni tanto ci si sente meglio a ribadirle.
Ha molto senso ciò che dici, ma il discorso "effetto scenico svilente" vale solo se hai dietro uno staff che ti dice come presentarti per avere più successo. Se l'idea teatrale è dell'artista stesso, fa parte di un tutt'uno che lo integra e lo definisce, secondo me (in bene e in male, ovviamente).
  • maxpiano69
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12-04-26 12.16

@ markelly2
Ha molto senso ciò che dici, ma il discorso "effetto scenico svilente" vale solo se hai dietro uno staff che ti dice come presentarti per avere più successo. Se l'idea teatrale è dell'artista stesso, fa parte di un tutt'uno che lo integra e lo definisce, secondo me (in bene e in male, ovviamente).
Anche questo è giusto, se pensiamo ai grandi gruppi Rock e Prog non è che l'aspetto scenico non fosse curato e non contasse, però veniva dopo la musica che bastava a se stessa ovvero ne poteva anche fare a meno; ad esempio ascoltando Selling England by the Pound solo in audio (cioè senza avere Peter Gabriel travestito da Britannia) rimane sempre un gran pezzo, l'aspetto visuale è un di più che ha senso nel live ma ne non è parte indispensabile.
  • 1paolo
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12-04-26 12.54

@ maxpiano69
Anche questo è giusto, se pensiamo ai grandi gruppi Rock e Prog non è che l'aspetto scenico non fosse curato e non contasse, però veniva dopo la musica che bastava a se stessa ovvero ne poteva anche fare a meno; ad esempio ascoltando Selling England by the Pound solo in audio (cioè senza avere Peter Gabriel travestito da Britannia) rimane sempre un gran pezzo, l'aspetto visuale è un di più che ha senso nel live ma ne non è parte indispensabile.
+1
La forma era presente in quelle band ma la sostanza era il nocciolo della questione (ciò che manca clamorosamente oggi )
  • paolo_b3
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12-04-26 13.16

@ markelly2
Ha molto senso ciò che dici, ma il discorso "effetto scenico svilente" vale solo se hai dietro uno staff che ti dice come presentarti per avere più successo. Se l'idea teatrale è dell'artista stesso, fa parte di un tutt'uno che lo integra e lo definisce, secondo me (in bene e in male, ovviamente).
Beh no, ci può anche stare che l'artista si faccia aiutare da chi ha competenza per creare una scenografia che possa integrarsi alla musica per creare un'emozione. Ora il punto è che, purtroppo, oggi come oggi se vuoi emergere nel marasma della proposta musicale (si presume che ogni giorno vengano prodotti qualcosa come 40.000 brani) devi curare l'aspetto della promozione, che significa innanzitutto rilevanza sul web e creare un'aspettativa, avvolgere la proposta in un alone di mistero (vedi la maschera di TonyPitony). Poi magari il tempo li consacrerà e la loro proposta si "distillerà", ma per quel po' che ho sentito di loro faccio molta fatica a credere che possano avere milioni di visualizzazioni, onestamente mi sembra spropositato se ci basiamo solo sul loro "prodotto" musicale.

Edit: che poi la prima parte di questo post si integra con quello che dicevi tu, Marchelli
  • giosanta
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12-04-26 13.27

maxpiano69 ha scritto:
... ascoltando Selling England by the Pound solo in audio...

"ti piace vincere facile"
  • Ovidio
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12-04-26 15.15

wildcat80 ha scritto:
- tecnicamente siano mostruosi sullo strumento

Rispetto a chi?

wildcat80 ha scritto:
- tecnicamente siano mostruosi sull'utilizzo delle tecniche non strumentali di live looping

No. L'uso che ne fanno è mediamente normale.

wildcat80 ha scritto:
- abbiano una presenza scenica importante


Sì, concordo. Ma se venisse a mancare, saremmo qui a parlare degli Angine de Poitrine?

wildcat80 ha scritto:
- abbiano una presenza mediatica di una portata che oggi solo i ragazzini cresciuti a pane e social riescono ad avere

Concordo

wildcat80 ha scritto:
- abbiano una presenza social con contenuti veri e non basata sul nulla

Dipende. Nel caso specifico, a me che ho ascoltato tonnellate di generi "groove-qualcosa", musicalmente non dicono niente di aggiuntivo. Ovviamente ben venga chi fa musica, chi suona e chi la diffonde, ma sempre giudicando "cum grano salis" senza facili entusiasmi.

wildcat80 ha scritto:
- abbiano portato al grande pubblico un genere di nicchia, un genere tipicamente strumentale che hanno rilanciato e innovato attraverso la performance live looping.

Sì, ma questi arrivano dopo la polvere. Fidati. La tecnica del "live looping" esiste da almeno un paio di decenni.
Nel 2005 ruzzavo con un Boss RC20-XL e vedevo già decine di artisti loopatori più o meno "virali" su Youtube. Giusto per darti un'idea -> Link
In seguito sono arrivati i grandi nomi che hanno portato al grande pubblico il looping: Ed Sheeran, KT Tunstall, Andrew Bird, DubFX, Beardyman e altri che non ricordo, ma erano davvero tanti.
Ora, io questi Poitrine non li conoscevo, ma non seguo più niente per cui è anche normale. E ringrazio MarioSynth che me li ha fatti conoscere. Leggo su Wikipedia che esistono dal 2019. Aldilà che possano essere opinati come originali o no, cosa avrebbero fatto di sostanziale per rilanciare e innovare il live looping? Non è per contraddirti Andrea... è che il fenomeno del live looping, da chitarrista, lo seguo da decenni, e non trovo giusto incensare chi ne fa un uso mediamente normale... da appurare poi che in quel video alla radio KEXP del 2026 (diventato virale e che li ha fatti conoscere ai più, tra cui me e te) il chitarrista registri davvero i loop in real time, cosa che secondo me non fa e che abbia invece usato delle sequenze già pre-registrate. Per saperlo basterebbe toglier loro le maschere e vedere se hanno le in-ear con il clic. In ogni caso, ciò rappresenterebbe un baro? No. Nessun problema, sono in molti a pre-registrare sequenze su un pedale di looping. Ma un conto è usare una loop station come un sampler in sola lettura... un'altro conto è usarla per registrare al volo, riprodurre e fare dei bouncing, dei punch-and-roll in tempo reale, magari con più strumenti ed effetti, eccetera: questa per me è l'arte del live looping. Esempio. emo
Ora mi cheto davvero, ho già annoiato anche troppo.
  • markelly2
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12-04-26 16.13

Col massimo rispetto per le opinioni di tutti, secondo me è singolare che un sacco di gente sul web si impegni così tanto a ridimensionare l'operato di questi ragazzi, come a dire "ma cosa ti esalti tanto con questi due, non vedi che...".
Ci sono tanti Silvestrin in giro, a quanto pare.
Il concetto esula dal discorso Angine de Poitrine, in generale bisognerebbe supportare al massimo chi fa qualsiasi cosa il più lontano possibile dal mainstream becero, o perlomeno evitare di affossarlo.
Chiunque abbia letto le biografie dei grandi della musica, saprà quanta gente li ha criticati, denigrati, minimizzati, quando ancora non erano diventati famosi. È normale, è fisiologico.
C'è sempre gente che non approva, che non riesce a comprendere, o che semplicemente ha gusti diversi.
Così anche all'inverso: lodi sperticate verso un artista, hanno lo stesso valore delle critiche gratuite.
C'è tantissima ottima musica in giro, ma i media generalisti non gli danno spazio, lo sappiamo. Ebbene, chissenefrega. Finché nessuno ci impedisce di ascoltare quella che vogliamo, va tutto bene.
  • wildcat80
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12-04-26 16.39

Ovidio ha scritto:
Sì, ma questi arrivano dopo la polvere. Fidati. La tecnica del "live looping" esiste da almeno un paio di decenni.
Nel 2005 ruzzavo con un Boss RC20-XL e vedevo già decine di artisti loopatori più o meno "virali" su Youtube. Giusto per darti un'idea -> Link

Deciditi. Prima dici che se sbagliano un tocco salta tutti. Ora che sono normali.
Non è per fare polemica, ma prima dubiti del fatto che lo facciano live e ora dici che è normale.
Il live looping di per sé esiste 30 anni circa, in ambito elettronico forse anche di più, ma non è questo il punto: perché prima dubiti della bontà e ora dici che non sono neanche così bravi?
Non è semplice mettere assieme tutto (2 strumenti, tempi composti, accordature microtonali).
Non è una performance ordinaria.
E lo dico assolutamente da non fan.
  • Ovidio
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12-04-26 16.43

@ markelly2
Col massimo rispetto per le opinioni di tutti, secondo me è singolare che un sacco di gente sul web si impegni così tanto a ridimensionare l'operato di questi ragazzi, come a dire "ma cosa ti esalti tanto con questi due, non vedi che...".
Ci sono tanti Silvestrin in giro, a quanto pare.
Il concetto esula dal discorso Angine de Poitrine, in generale bisognerebbe supportare al massimo chi fa qualsiasi cosa il più lontano possibile dal mainstream becero, o perlomeno evitare di affossarlo.
Chiunque abbia letto le biografie dei grandi della musica, saprà quanta gente li ha criticati, denigrati, minimizzati, quando ancora non erano diventati famosi. È normale, è fisiologico.
C'è sempre gente che non approva, che non riesce a comprendere, o che semplicemente ha gusti diversi.
Così anche all'inverso: lodi sperticate verso un artista, hanno lo stesso valore delle critiche gratuite.
C'è tantissima ottima musica in giro, ma i media generalisti non gli danno spazio, lo sappiamo. Ebbene, chissenefrega. Finché nessuno ci impedisce di ascoltare quella che vogliamo, va tutto bene.
La mia è un'analisi, le critiche le fanno gli altri.
Da dove tiri fuori poi il teorema che chi li critica allora è dalla parte del mainstream, me lo devi spiegare. E se invece fossero loro la rappresentazione plastica del mainstream? Mi par di capire che gli algoritmi dei social li stiano viralizzando ovunque. Non è forse questa una forma del mainstream? Parliamone.
  • markelly2
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12-04-26 17.08

@ Ovidio
La mia è un'analisi, le critiche le fanno gli altri.
Da dove tiri fuori poi il teorema che chi li critica allora è dalla parte del mainstream, me lo devi spiegare. E se invece fossero loro la rappresentazione plastica del mainstream? Mi par di capire che gli algoritmi dei social li stiano viralizzando ovunque. Non è forse questa una forma del mainstream? Parliamone.
Lo so che la tua è una analisi, parlavo in generale perché sui social si sta parlando di loro ovunque.
Interessante il tuo discorso del mainstream, ma la cosa più lampante è che probabilmente tutti coloro che hanno criticato la band, non l'avrebbero mai fatto se non fossero diventati virali, nel senso che non saprebbero nemmeno che esiste.
  • Ovidio
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12-04-26 17.09

wildcat80 ha scritto:
Deciditi. Prima dici che se sbagliano un tocco salta tutti. Ora che sono normali.

Scusa se chiedo: hai mai usato una loop station a pedale? Sennò non ci comprendiamo.
  • paolo_b3
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12-04-26 17.41

Scusate la provocazione, ma se fossero in playback cosa cambierebbe? Dobbiamo giudicare la loro proposta musicale, non è un esame di conservatorio. Potrebbe pure essere una base fatta con Suno, secondo me il punto è "mi piace" o "non mi piace".
  • markelly2
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12-04-26 17.43

@ paolo_b3
Scusate la provocazione, ma se fossero in playback cosa cambierebbe? Dobbiamo giudicare la loro proposta musicale, non è un esame di conservatorio. Potrebbe pure essere una base fatta con Suno, secondo me il punto è "mi piace" o "non mi piace".
È un confine un po' ballerino, se giudichiamo solo in base ai gusti non se ne esce, anzi se ne esce e non si entra più emo
  • wildcat80
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12-04-26 17.47

@ Ovidio
wildcat80 ha scritto:
Deciditi. Prima dici che se sbagliano un tocco salta tutti. Ora che sono normali.

Scusa se chiedo: hai mai usato una loop station a pedale? Sennò non ci comprendiamo.
Sì, e si anche che loop station utilizza il chitarrista: BOSS RC600, 6 tracce, implementazione MIDI completa, possibilità di agire sia da master che da slave per quanto riguarda il clock.
Verosimilmente utilizzano il click in cuffia (e non ci vedo nulla di male) per evitare errori. Anzi, direi che è fondamentale.
Io sono abituato a utilizzare tecniche di live looping con i sintetizzatori, gestendo sequencer e arpeggiatori di macchine diverse, mi è capitato anche di farlo con strumenti risalenti a epoche diverse e con gestione del clock ibrida MIDI e DIN sync, e capisco benissimo cosa vuoi dire quando sbagli un colpo e perdi la sincronia: se sei bravo, la sincronia non la perdi, facendo un paragone con le tastiere, un arpeggio se ceffi il sync ti suona dalla nota sbagliata, oppure la frase che vuoi registrare e mettere in loop dal vivo è fuori tempo o fuori griglia... Capisco benissimo tutto, capisco che certe cose che fa ad esempio Kebu non credo di riuscire a farle.
Estendendo il paragone con gli ADP, mi chiedo, anzi, ti chiedo: tu sapresti suonare come il loro chitarrista? Due manici basso/chitarra, manici con tastatura microtonale, BOSS RC600?
  • paolo_b3
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12-04-26 17.47

@ markelly2
È un confine un po' ballerino, se giudichiamo solo in base ai gusti non se ne esce, anzi se ne esce e non si entra più emo
Se vogliamo andare sul "tecnico" allora inizierei a chiedermi quanto questa proposta innovativa contaminerà la produzione musicale negli anni futuri. Giorgio Moroder con From Here to Eternity ha rivoluzionato la produzione musicale, ed era un lavoro completamente basato su sequenze.
  • Ovidio
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12-04-26 17.52

@ markelly2
Lo so che la tua è una analisi, parlavo in generale perché sui social si sta parlando di loro ovunque.
Interessante il tuo discorso del mainstream, ma la cosa più lampante è che probabilmente tutti coloro che hanno criticato la band, non l'avrebbero mai fatto se non fossero diventati virali, nel senso che non saprebbero nemmeno che esiste.
Il problema non è essere o non essere mainstream.
Il problema è far dipendere la tua musica, la tua immagine, da un algoritmo.
È decidere di fare a meno di un bassista, di un secondo chitarrista e usare una sequenza o una loop station.
È decidere di ridurre il più possibile la formazione (one man band, duo, trio) perché rapportarsi con un proprio simile è diventato un peso e allora meglio rimpiazzarlo con un sequencer, si fa prima perché l'importante è generare musica urgentemente per dare tutto in pasto all'algoritmo per tentare il successo, monetizzare... e si va in cvlo ai poveri.
Questi sono gli aspetti che mi preoccupano della musica. Una volta c'era il dopolavorista che fingeva di suonare con la Gem wk2, floppy, basi e via, centomila a sera, in nero... a pasqua e natale erano quattrocento mila lire... ma esisteva un altro mondo, quello delle band emergenti, dei centri sociali, dei circuiti underground, che si opponevano alla filosofia del dopolavorista... oggi l'altro mondo non c'è più, è stato inglobato tutto dal mainstream. O dall'algoritmo. scegli tu. Il dopolavorista ha vinto. Amen.
  • paolo_b3
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12-04-26 17.57

Ovidio ha scritto:
Il dopolavorista ha vinto.

Cosa ho vinto? emoemoemo
  • Ovidio
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12-04-26 18.08

wildcat80 ha scritto:
tu sapresti suonare come il loro chitarrista? Due manici basso/chitarra, manici con tastatura microtonale, BOSS RC600?

Sì, saprei farlo ma mi mancano i tasti microtonali (potrei però farmi prestare un fretless da un amico).
Potrei chiudermi in casa tra una settimana inviarti un paio di brani strumentali nel loro stile. Ma non lo faccio perché a) non devo dimostrare nulla a nessuno; b) non ne trarrei alcun giovamento personale, aldilà del mero esercizio stilistico.
Però se vuoi ti invio delle idee che avevo registrato nel 1993 con due amici batterista e chitarrista, a cui avevo scritto le rispettive parti. Registrate rudemente con uno stereo portatile, come si usava a quei tempi. Giusto per darti un'idea. Il problema è che ultimamente sono a corto di ispirazione, ho altre cose per la testa. Scrivo qui sul forum per non pensarci.
Qualche mese fa ho ricomprato una loop station Digitech, pensando potesse servirmi. L'ho messa in un cassetto, è ancora lì. Per farti capire come sono messo.
  • Raptus
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12-04-26 18.08

@ paolo_b3
Se vogliamo andare sul "tecnico" allora inizierei a chiedermi quanto questa proposta innovativa contaminerà la produzione musicale negli anni futuri. Giorgio Moroder con From Here to Eternity ha rivoluzionato la produzione musicale, ed era un lavoro completamente basato su sequenze.
Toccherà studiare matematica per andare a suonare emo

E' questo il paradosso: perché per contrastare l'AI si deve fare musica complicata?
Un po' è lo stesso che si vede nel mondo del lavoro, l'AI invece di semplificare e farci fare meno lavoro in realtà aumenta esponenzialmente la complessità, perché essendo più produttivi spinge tutto nella gestione e controllo, aumentando paradossalmente pure i problemi.

Se nella musica prenderà piede questa moda dell' ultra complessità per far vedere "che siamo bravi noi artisti umani", il risultato sarà una musica molto più contorta, complicata, sia da capire che da fare...