@ d_phatt
Può essere, probabilmente è un fattore.
Io riporto, crudemente, un dato statistico che ho osservato in prima persona. Ho seguito vari progetti musicali con le scuole superiori, uno lo sto seguendo anche adesso con un liceo scientifico.
La mia osservazione è che i ragazzi che si interessano a suonare uno strumento musicale non soltanto sono parecchi di meno (in proporzione) rispetto a qualche anno fa, ma oltre a questo quelli che lo fanno perlopiù stanno chiusi in cameretta a strimpellare, senza prendere lezioni da un maestro, senza andare a scuola di musica, niente. Al massimo guardano qualche tutorial su YouTube (ahimé, lì son dolori, la quantità di disinformazione e "insegnamenti" di bassa qualità è soverchiante...). Due esempi:
- in una scuola superiore ho seguito uno di questi progetti per tre anni. Scuola con (credo) un migliaio di studenti, al terzo anno del progetto la maggior parte dei partecipanti (una ventina, molti piuttosto bravi, qualcuno faceva e fa ancora sul serio) è uscita dal quinto superiore. Il quarto anno non ho dato io disponibilità. Il quinto anno sì, ma non c'erano più abbastanza ragazzi che suonavano decentemente per formare un progetto sensato.
- Altra scuola, credo oltre i mille studenti, quelli che hanno aderito e che seguono un percorso strutturato (cioè che studiano con maestri o in uno scuola di musica) sono circa 5. Poi ce ne saranno sicuramente altri che studiano e che non si sono palesati, ma il dato è devastante lo stesso.
In generale vedo che sono ormai pochissimi quelli che veramente studiano musica con convinzione. Ricordo ai miei tempi (sono del '95, ho 31 anni) eravamo in tanti a studiare musica nel mio liceo, studiavamo di brutto, l'obiettivo era di raggiungere il massimo livello possibile, ore e ore passate zitti a studiare sullo strumento e la scuola per molti passava quasi in secondo piano. Ci tenevamo proprio, era una cosa importante. Tanti scelsero il percorso in conservatorio, anch'io, anche se poi non l'ho terminato. L'obiettivo per molti non era neanche necessariamente il professionismo, semplicemente si voleva studiare, diventare il più bravi possibile. Questo oggi manca ai più. Si accontentano di strimpellare e basta. Del resto gli esempi "musicali" che vanno per la maggiore di certo non ispirano a studiare.
Faccio l'avvocato del diavolo, però a questi giovani, stiamo dando gli strumenti giusti per affrontare il mondo che stanno vivendo?
Mi aggancio anche al pensiero di Mima (sottoscrivo ogni sua parola), questi giovani vivono in un mondo molto diverso sia dal mio (ultimi anni 90 - primi 2000) sia del tuo (ultimi del 2000, inizio 2010).
Oggi hanno un sacco di strumenti e come dici tu stesso, non li sanno usare e li usano male ma perché fanno così? Perché la didattica non si focalizza proprio sull'insegnare loro ad usarli bene?
Il mondo di oggi vuole che un giovane sia:
1) Un influencer, quindi in grado di stupire fin dall'inizio, la preparazione tradizionale notoriamente è lenta e faticosa
2) Allineato al pensiero che va per la maggiore, cioè quello dei modelli della musica mainstream
Come combattere tutto questo? Secondo me occorre aggiornare la didattica.
Io farei corsi che possano integrare sia una gestione consapevole dei mezzi di informazione, soprattutto social, per evitare bullismo e superficialità, sia uno studio della musica integrato nel mondo attuale, magari proprio insegnando come sfruttare youtube per imparare sul serio, dando consigli, facendo vedere le cose giuste, video educativi e corretti.
Insomma insegnare a loro come "noi" li stiamo usando o li vorremo usare.
Secondo me se manteniamo a tutti i costi l'approccio tradizionale (che era già vecchio sia ai miei tempi, figuriamoci ai tuoi e oggi), ci sarà sempre più degrado e una separazione sempre più evidente tra un mondo accademico di pochi eletti (e per pochi eletti) e giovani privi di cultura generale, non solo musicale.