Si può sbagliare in Italia?

  • Raptus
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29-05-26 09.36

Ciao,
altro post tanto per parlare (ma se non lo facciamo qui e tra di noi chi lo fa? Su Facebook tra un complottista e un troll? -torniamo a noi emo)
Secondo voi in Italia un artista può permettersi di sbagliare? E' una semplice riflessione. Per sbagliare intendo, fare una gaffe, anche una cavolata.
Vi propongo questo video spezzone di una intervista a Francesca Michielin che secondo me lo spiega bene.
Lei lo ha detto come spunto per giustificare il suo pensiero ma io lo estenderei sia al maschile che al femminile... non vale solo per le donne.
Secondo me in Italia siamo tutti dei gran cagacazzi (termine specifico e scientifico emo), se una cosa non rispetta perfettamente certi canoni che ci siamo dati allora ci sentiamo sempre tutti giustificati non solo a colpirla ma proprio a raderla al suolo.
Non è che questo modo di fare e di pensare sia un tantino... tossico? E che magari, indirettamente, abbia contribuito anch'esso alla decadenza non solo della musica ma dell'intero sistema almeno in Italia?

Poco fa parlavamo di Sonny Rollins e della qualità della musica che c'era al tempo, in cui lui era addirittura solo "uno dei tanti", ci si stupisce sempre in questo forum di come sia cambiato tutto... ma secondo voi non è che il mondo è peggiorato anche perché certi atteggiamenti tossici invece di combatterli o arginarli li abbiamo interiorizzati e resi parte della normalità? Ad esempio l'apparenza al posto della sostanza (cioè attaccare la Michielin perché ha fatto una gaffe e magari nessuna critica sul piano musicale).
Forse ho bevuto troppi caffè... e sono solo le 9 e mezza emo Lascio a voi i commenti emo
  • Raptus
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29-05-26 11.13

Aggiungo un'altra cosa... io sono sempre più convinto che il calo della "musica suonata" in generale dipenda anche da questo, il giudizio esterno, amplificato tramite social.
Con quale voglia un ragazzino può mettersi a strimpellare uno strumento solo "perché lo fa stare bene" oggi? In un mondo dove tutti giudicano, tutti sono pronti a distruggerlo in qualunque modo solo per sfogarsi?
  • mima85
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29-05-26 11.24

Raptus ha scritto:
Con quale voglia un ragazzino può mettersi a strimpellare uno strumento solo "perché lo fa stare bene" oggi? In un mondo dove tutti giudicano, tutti sono pronti a distruggerlo in qualunque modo solo per sfogarsi?


In questa frase è racchiuso lo schifo che fa la società oggi, dove invece di incoraggiare qualcuno a intraprendere un percorso creativo lo si smonta male subito fin dal primo istante, e questo aspetto in particolare mi provoca una grande rabbia dentro. Rabbia dovuta soprattutto alla consapevolezza che i social network promuovono questi comportamenti perché generano ingaggio. Fa niente se un ragazzino o una ragazzina vengono bullizzati perché non sono Jimi Hendrix subito dopo la prima mezz'ora che hanno in mano la chitarra, magari fino al punto da venir spinti al suicidio, l'importante sono i click e le visite alle pagine.

Oltrettutto adesso che c'è l'AI, sicuramente la frase più ricorrente tra gli ignoranti sarà "ma che ti frega di star li a metterti a studiare, a imparare, a migliorarti, che tanto c'è l'AI che fa tutto al posto tuo?" emo

È essenziale educare le nuove generazioni a seguire le loro idee e ispirazioni, spingendole a svilupparle con le proprie forze senza delegare tutto alle intelligenze artificiali (vanno bene come ausilio, non in sostituzione delle proprie capacità), ma soprattutto prendendo più distanza possibile da quelle cloache puzzolenti che sono i social. Le due cose devono essere separate e una, i social, possibilmente annientata, cancellata dalla faccia della terra. Ma ho seri dubbi che tutto questo accadrà, perlomeno nel medio/breve termine. Chissà se riuscirò mai a vedere il momento in cui l'umanità finalmente si risveglierà da questa maledetta sbornia da social e AI.
  • d_phatt
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29-05-26 11.39

@ Raptus
Aggiungo un'altra cosa... io sono sempre più convinto che il calo della "musica suonata" in generale dipenda anche da questo, il giudizio esterno, amplificato tramite social.
Con quale voglia un ragazzino può mettersi a strimpellare uno strumento solo "perché lo fa stare bene" oggi? In un mondo dove tutti giudicano, tutti sono pronti a distruggerlo in qualunque modo solo per sfogarsi?
Può essere, probabilmente è un fattore.

Io riporto, crudemente, un dato statistico che ho osservato in prima persona. Ho seguito vari progetti musicali con le scuole superiori, uno lo sto seguendo anche adesso con un liceo scientifico.

La mia osservazione è che i ragazzi che si interessano a suonare uno strumento musicale non soltanto sono parecchi di meno (in proporzione) rispetto a qualche anno fa, ma oltre a questo quelli che lo fanno perlopiù stanno chiusi in cameretta a strimpellare, senza prendere lezioni da un maestro, senza andare a scuola di musica, niente. Al massimo guardano qualche tutorial su YouTube (ahimé, lì son dolori, la quantità di disinformazione e "insegnamenti" di bassa qualità è soverchiante...). Due esempi:

- in una scuola superiore ho seguito uno di questi progetti per tre anni. Scuola con (credo) un migliaio di studenti, al terzo anno del progetto la maggior parte dei partecipanti (una ventina, molti piuttosto bravi, qualcuno faceva e fa ancora sul serio) è uscita dal quinto superiore. Il quarto anno non ho dato io disponibilità. Il quinto anno sì, ma non c'erano più abbastanza ragazzi che suonavano decentemente per formare un progetto sensato.

- Altra scuola, credo oltre i mille studenti, quelli che hanno aderito e che seguono un percorso strutturato (cioè che studiano con maestri o in uno scuola di musica) sono circa 5. Poi ce ne saranno sicuramente altri che studiano e che non si sono palesati, ma il dato è devastante lo stesso.

In generale vedo che sono ormai pochissimi quelli che veramente studiano musica con convinzione. Ricordo ai miei tempi (sono del '95, ho 31 anni) eravamo in tanti a studiare musica nel mio liceo, studiavamo di brutto, l'obiettivo era di raggiungere il massimo livello possibile, ore e ore passate zitti a studiare sullo strumento e la scuola per molti passava quasi in secondo piano. Ci tenevamo proprio, era una cosa importante. Tanti scelsero il percorso in conservatorio, anch'io, anche se poi non l'ho terminato. L'obiettivo per molti non era neanche necessariamente il professionismo, semplicemente si voleva studiare, diventare il più bravi possibile. Questo oggi manca ai più. Si accontentano di strimpellare e basta. Del resto gli esempi "musicali" che vanno per la maggiore di certo non ispirano a studiare.
  • Raptus
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29-05-26 12.13

@ d_phatt
Può essere, probabilmente è un fattore.

Io riporto, crudemente, un dato statistico che ho osservato in prima persona. Ho seguito vari progetti musicali con le scuole superiori, uno lo sto seguendo anche adesso con un liceo scientifico.

La mia osservazione è che i ragazzi che si interessano a suonare uno strumento musicale non soltanto sono parecchi di meno (in proporzione) rispetto a qualche anno fa, ma oltre a questo quelli che lo fanno perlopiù stanno chiusi in cameretta a strimpellare, senza prendere lezioni da un maestro, senza andare a scuola di musica, niente. Al massimo guardano qualche tutorial su YouTube (ahimé, lì son dolori, la quantità di disinformazione e "insegnamenti" di bassa qualità è soverchiante...). Due esempi:

- in una scuola superiore ho seguito uno di questi progetti per tre anni. Scuola con (credo) un migliaio di studenti, al terzo anno del progetto la maggior parte dei partecipanti (una ventina, molti piuttosto bravi, qualcuno faceva e fa ancora sul serio) è uscita dal quinto superiore. Il quarto anno non ho dato io disponibilità. Il quinto anno sì, ma non c'erano più abbastanza ragazzi che suonavano decentemente per formare un progetto sensato.

- Altra scuola, credo oltre i mille studenti, quelli che hanno aderito e che seguono un percorso strutturato (cioè che studiano con maestri o in uno scuola di musica) sono circa 5. Poi ce ne saranno sicuramente altri che studiano e che non si sono palesati, ma il dato è devastante lo stesso.

In generale vedo che sono ormai pochissimi quelli che veramente studiano musica con convinzione. Ricordo ai miei tempi (sono del '95, ho 31 anni) eravamo in tanti a studiare musica nel mio liceo, studiavamo di brutto, l'obiettivo era di raggiungere il massimo livello possibile, ore e ore passate zitti a studiare sullo strumento e la scuola per molti passava quasi in secondo piano. Ci tenevamo proprio, era una cosa importante. Tanti scelsero il percorso in conservatorio, anch'io, anche se poi non l'ho terminato. L'obiettivo per molti non era neanche necessariamente il professionismo, semplicemente si voleva studiare, diventare il più bravi possibile. Questo oggi manca ai più. Si accontentano di strimpellare e basta. Del resto gli esempi "musicali" che vanno per la maggiore di certo non ispirano a studiare.
Faccio l'avvocato del diavolo, però a questi giovani, stiamo dando gli strumenti giusti per affrontare il mondo che stanno vivendo?
Mi aggancio anche al pensiero di Mima (sottoscrivo ogni sua parola), questi giovani vivono in un mondo molto diverso sia dal mio (ultimi anni 90 - primi 2000) sia del tuo (ultimi del 2000, inizio 2010).
Oggi hanno un sacco di strumenti e come dici tu stesso, non li sanno usare e li usano male ma perché fanno così? Perché la didattica non si focalizza proprio sull'insegnare loro ad usarli bene?
Il mondo di oggi vuole che un giovane sia:
1) Un influencer, quindi in grado di stupire fin dall'inizio, la preparazione tradizionale notoriamente è lenta e faticosa
2) Allineato al pensiero che va per la maggiore, cioè quello dei modelli della musica mainstream

Come combattere tutto questo? Secondo me occorre aggiornare la didattica.

Io farei corsi che possano integrare sia una gestione consapevole dei mezzi di informazione, soprattutto social, per evitare bullismo e superficialità, sia uno studio della musica integrato nel mondo attuale, magari proprio insegnando come sfruttare youtube per imparare sul serio, dando consigli, facendo vedere le cose giuste, video educativi e corretti.
Insomma insegnare a loro come "noi" li stiamo usando o li vorremo usare.

Secondo me se manteniamo a tutti i costi l'approccio tradizionale (che era già vecchio sia ai miei tempi, figuriamoci ai tuoi e oggi), ci sarà sempre più degrado e una separazione sempre più evidente tra un mondo accademico di pochi eletti (e per pochi eletti) e giovani privi di cultura generale, non solo musicale.
  • ruggero
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29-05-26 14.39

Ottimi spunti! grazie la penso anche io come voi. Lo vedo anche io con i ragazzi. Per età anagrafica gli amici e le amiche dei miei figli sono adolescenti. Sono mosche bianche quelli che si appassionano allo strumento e hanno il coraggio di mettersi insieme in una sala prove per suonare (oramai non si suona più in garage, è brutto poi se devi fare dei video ...vedi sopra).
  • Sbaffone
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29-05-26 15.27

Non so voi ma quando ero giovane ero l’unico della mia compagnia che suonava uno strumento, ho trovato altri musicisti più tardi nelle scuole di musica e nelle bigband dove suonavo, per quanto riguarda il jazz trovo molti più giovani oggi che suonano grazie ai conservatori jazz, una volta eravamo quattro gatti a suonare jazz, il problema è che ora i locali dove si suona sono molti meno, ma sono aumentati i musicisti
  • d_phatt
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29-05-26 15.29

@ Raptus
Faccio l'avvocato del diavolo, però a questi giovani, stiamo dando gli strumenti giusti per affrontare il mondo che stanno vivendo?
Mi aggancio anche al pensiero di Mima (sottoscrivo ogni sua parola), questi giovani vivono in un mondo molto diverso sia dal mio (ultimi anni 90 - primi 2000) sia del tuo (ultimi del 2000, inizio 2010).
Oggi hanno un sacco di strumenti e come dici tu stesso, non li sanno usare e li usano male ma perché fanno così? Perché la didattica non si focalizza proprio sull'insegnare loro ad usarli bene?
Il mondo di oggi vuole che un giovane sia:
1) Un influencer, quindi in grado di stupire fin dall'inizio, la preparazione tradizionale notoriamente è lenta e faticosa
2) Allineato al pensiero che va per la maggiore, cioè quello dei modelli della musica mainstream

Come combattere tutto questo? Secondo me occorre aggiornare la didattica.

Io farei corsi che possano integrare sia una gestione consapevole dei mezzi di informazione, soprattutto social, per evitare bullismo e superficialità, sia uno studio della musica integrato nel mondo attuale, magari proprio insegnando come sfruttare youtube per imparare sul serio, dando consigli, facendo vedere le cose giuste, video educativi e corretti.
Insomma insegnare a loro come "noi" li stiamo usando o li vorremo usare.

Secondo me se manteniamo a tutti i costi l'approccio tradizionale (che era già vecchio sia ai miei tempi, figuriamoci ai tuoi e oggi), ci sarà sempre più degrado e una separazione sempre più evidente tra un mondo accademico di pochi eletti (e per pochi eletti) e giovani privi di cultura generale, non solo musicale.
Sì, vero. Questo è sicuramente un elemento.

L'altro è strappare via nella maniera più assoluta social, tablet e smartphone dalle mani di bambini e ragazzini. Oltre alla dipendenza che inducono, fanno perdere la capacità di concentrazione e (soprattutto nei più piccoli) fanno diminuiscono la capacità di percepire la tridimensionalità e la manualità. Più tutto il resto.
  • Ilaria_Villa
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29-05-26 15.37

@ mima85
Raptus ha scritto:
Con quale voglia un ragazzino può mettersi a strimpellare uno strumento solo "perché lo fa stare bene" oggi? In un mondo dove tutti giudicano, tutti sono pronti a distruggerlo in qualunque modo solo per sfogarsi?


In questa frase è racchiuso lo schifo che fa la società oggi, dove invece di incoraggiare qualcuno a intraprendere un percorso creativo lo si smonta male subito fin dal primo istante, e questo aspetto in particolare mi provoca una grande rabbia dentro. Rabbia dovuta soprattutto alla consapevolezza che i social network promuovono questi comportamenti perché generano ingaggio. Fa niente se un ragazzino o una ragazzina vengono bullizzati perché non sono Jimi Hendrix subito dopo la prima mezz'ora che hanno in mano la chitarra, magari fino al punto da venir spinti al suicidio, l'importante sono i click e le visite alle pagine.

Oltrettutto adesso che c'è l'AI, sicuramente la frase più ricorrente tra gli ignoranti sarà "ma che ti frega di star li a metterti a studiare, a imparare, a migliorarti, che tanto c'è l'AI che fa tutto al posto tuo?" emo

È essenziale educare le nuove generazioni a seguire le loro idee e ispirazioni, spingendole a svilupparle con le proprie forze senza delegare tutto alle intelligenze artificiali (vanno bene come ausilio, non in sostituzione delle proprie capacità), ma soprattutto prendendo più distanza possibile da quelle cloache puzzolenti che sono i social. Le due cose devono essere separate e una, i social, possibilmente annientata, cancellata dalla faccia della terra. Ma ho seri dubbi che tutto questo accadrà, perlomeno nel medio/breve termine. Chissà se riuscirò mai a vedere il momento in cui l'umanità finalmente si risveglierà da questa maledetta sbornia da social e AI.
Post da standing ovation. emo
  • Raptus
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29-05-26 16.03

@ Sbaffone
Non so voi ma quando ero giovane ero l’unico della mia compagnia che suonava uno strumento, ho trovato altri musicisti più tardi nelle scuole di musica e nelle bigband dove suonavo, per quanto riguarda il jazz trovo molti più giovani oggi che suonano grazie ai conservatori jazz, una volta eravamo quattro gatti a suonare jazz, il problema è che ora i locali dove si suona sono molti meno, ma sono aumentati i musicisti
E' questo il paradosso.
Oggi ci sono più musicisti professionisti di un tempo ma i giovani che suonano per hobby sono sempre meno.
  • mima85
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29-05-26 16.04

@ Ilaria_Villa
Post da standing ovation. emo
Mi accontento dei proverbiali 92 minuti di applausi emo

Scherzi a parte, il problema è serio. L'umanità da sempre è andata avanti sbagliando e imparando dai propri errori, anche se guardando lo stato attuale del mondo qualcosa dev'essere andato decisamente storto a riguardo dell'imparare dagli errori passati. Ma non è l'argomento di questo thread.

Però se oggi non si consente più alle persone di sbagliare o più semplicemente di essere se stesse, se si condizionano i giovani a pensare che tutto debba essere sempre giusto e perfetto fin dall'inizio e che il "fuori dagli schemi" è sbagliato, chi in futuro si esporrà con nuova arte, nuove idee, nuove scoperte in vari ambiti, eccetera? Chi è che accetterà di prendersi il rischio di vedersi le dita puntate addosso nel mondo social e di riflesso anche in quello reale, dopo anni e anni di lavaggio del cervello in questo senso?

Forse è un dubbio troppo filosofico, magari pure troppo pretenzioso, forse i tempi non sono ancora maturi per domande del genere perché ancora oggi di gente che si espone per fortuna ce n'è. Ma tra qualche decennio, se le nuove generazioni continueranno a nascere in una società che ha questa mentalità del cazzo, chi avrà il coraggio di scoprire e inventare cose nuove? Chi è che insomma farà si che l'umanità possa continuare il suo progresso?

Questa mentalità tra l'altro non è cosa di questi ultimi tempi e non è una prerogativa italiana, è sempre esistita in tutto il mondo e riguarda tutti gli ambiti, non solo la musica (per questo sono un po' partito per la tangente rispetto all'argomento del thread). Solo che oggi ha a disposizione mezzi potentissimi per diffondersi nella società come un cancro, e lo sta facendo insieme a tutta un'enorme massa di marciume intellettivo di svariati tipi. Questa robaccia va combattuta adesso, perché tra venti o trent'anni se va avanti così sarà troppo tardi.
  • Raptus
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29-05-26 16.15

@ mima85
Mi accontento dei proverbiali 92 minuti di applausi emo

Scherzi a parte, il problema è serio. L'umanità da sempre è andata avanti sbagliando e imparando dai propri errori, anche se guardando lo stato attuale del mondo qualcosa dev'essere andato decisamente storto a riguardo dell'imparare dagli errori passati. Ma non è l'argomento di questo thread.

Però se oggi non si consente più alle persone di sbagliare o più semplicemente di essere se stesse, se si condizionano i giovani a pensare che tutto debba essere sempre giusto e perfetto fin dall'inizio e che il "fuori dagli schemi" è sbagliato, chi in futuro si esporrà con nuova arte, nuove idee, nuove scoperte in vari ambiti, eccetera? Chi è che accetterà di prendersi il rischio di vedersi le dita puntate addosso nel mondo social e di riflesso anche in quello reale, dopo anni e anni di lavaggio del cervello in questo senso?

Forse è un dubbio troppo filosofico, magari pure troppo pretenzioso, forse i tempi non sono ancora maturi per domande del genere perché ancora oggi di gente che si espone per fortuna ce n'è. Ma tra qualche decennio, se le nuove generazioni continueranno a nascere in una società che ha questa mentalità del cazzo, chi avrà il coraggio di scoprire e inventare cose nuove? Chi è che insomma farà si che l'umanità possa continuare il suo progresso?

Questa mentalità tra l'altro non è cosa di questi ultimi tempi e non è una prerogativa italiana, è sempre esistita in tutto il mondo e riguarda tutti gli ambiti, non solo la musica (per questo sono un po' partito per la tangente rispetto all'argomento del thread). Solo che oggi ha a disposizione mezzi potentissimi per diffondersi nella società come un cancro, e lo sta facendo insieme a tutta un'enorme massa di marciume intellettivo di svariati tipi. Questa robaccia va combattuta adesso, perché tra venti o trent'anni se va avanti così sarà troppo tardi.
Secondo me conta molto anche l'aspetto generazionale.
Non è un caso che tu stia facendo questi discorsi (che potrei dire pure io).
Forse oggi ci stupiamo della deriva alla quale stanno andando le cose perché il periodo storico sta vedendo questa combo: GenZ + internet dominato dai social + crisi mondiali.
I GenZ sono figli dei GenX, che purtroppo (non me ne vogliate dato che so essere la generazione più presente nel forum) è notoriamente una generazione che porta avanti ideali molto di rottura degli schemi.
Cinismo, nichilismo, una certa apatia generale nell'affrontare la vita, probabilmente per rompere gli schemi con i quali sono cresciuti non hanno certo aiutato a dare ai giovani genZ degli ideali forti e "speranzosi" come invece è accaduto a noi millennials.
Più mettici i social che sono diventati da novità per millennials a "piattaforma standard se usi un device".
Ora aggiungi come ciliegina sulla torta una incertezza globale perenne, il gioco è fatto.
Forse in futuro, venendo meno anche solo una di queste cose, cioè ricambio generazionale, situazione mondiale diversa e social non predominanti, qualcosa di buono succederà.
  • Sbaffone
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29-05-26 16.25

@ Raptus
E' questo il paradosso.
Oggi ci sono più musicisti professionisti di un tempo ma i giovani che suonano per hobby sono sempre meno.
Semplicemente sono gli hobbisti che si sono messi a studiare e aggiungo, per fortuna emo
  • d_phatt
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29-05-26 16.34

@ Sbaffone
Non so voi ma quando ero giovane ero l’unico della mia compagnia che suonava uno strumento, ho trovato altri musicisti più tardi nelle scuole di musica e nelle bigband dove suonavo, per quanto riguarda il jazz trovo molti più giovani oggi che suonano grazie ai conservatori jazz, una volta eravamo quattro gatti a suonare jazz, il problema è che ora i locali dove si suona sono molti meno, ma sono aumentati i musicisti
Quindi fondamentalmente è diminuito il lavoro ed è aumentata la concorrenza, pessime notizie emo
  • Sbaffone
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29-05-26 16.47

@ d_phatt
Quindi fondamentalmente è diminuito il lavoro ed è aumentata la concorrenza, pessime notizie emo
Diciamo che è diminuito il lavoro per chi vuole suonare jazz, ma se fai musica leggera e sei bravo di lavoro ne trovi, comunque come già detto viviamo in tempi in cui se uno vuole ha un sacco di strumenti per imparare a suonare, ai miei tempi era tutto più difficile, poi il discorso social dipende sempre da come li usi possono essere una cosa utilissima come essere una cosa negativa, però io li uso tranquillamente e Devo dire che per quanto mi riguarda sono utili, del resto questo forum è social quindiemo
  • mima85
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29-05-26 16.59

Sbaffone ha scritto:
poi il discorso social dipende sempre da come li usi possono essere una cosa utilissima come essere una cosa negativa, però io li uso tranquillamente e Devo dire che per quanto mi riguarda sono utili


Questo discorso andava bene 10 e rotti anni fa, quando TikTok non esisteva e Facebook, Instagram e compagnia erano più ridimensionati. Era lo stesso discorso che facevo io, non è lo strumento il male ma l'uso che se ne fa.

Oggi i social, per via di tutta la profilazione, la diffusione della disinformazione e i meccanismi psicologici che si sono inventati per tenertici incollato più tempo possibile a scapito della tua salute mentale, fanno più danni che bene. Poi uno può usarli in modo costruttivo come fai tu, ma:

1) Ci vuole una grandissima forza di volontà che non tutti hanno, e la colpa non è di chi non ce l'ha perché queste piattaforme sono letteralmente predatorie nei confronti della nostra mente.

2) Pochi casi non fanno statistica e sui grandi numeri, i social stanno combinando più danni che altro.

Li si possono usare bene e in modo limitato, ma i social per come sono fatti oggi, per le pratiche ingannevoli e manipolatorie che adottano, sono qualcosa che in un mondo normale verrebbe messo fuori legge.
  • Raptus
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29-05-26 16.59

@ Sbaffone
Diciamo che è diminuito il lavoro per chi vuole suonare jazz, ma se fai musica leggera e sei bravo di lavoro ne trovi, comunque come già detto viviamo in tempi in cui se uno vuole ha un sacco di strumenti per imparare a suonare, ai miei tempi era tutto più difficile, poi il discorso social dipende sempre da come li usi possono essere una cosa utilissima come essere una cosa negativa, però io li uso tranquillamente e Devo dire che per quanto mi riguarda sono utili, del resto questo forum è social quindiemo
Sei un GenX, per te potrebbe pure scoppiare il mondo e ti metteresti fuori col piano ad improvvisare con la bomba atomica a farti da romantico sfondo alle spalle emo
  • zerinovic
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29-05-26 18.01

in italia viene criticato tutto e tutti..da sempre...buono o brutto che sia..un popolo di rompip@lle. con ovvie eccezioni, ci sono anche tante persone valide, cercare quelle e fare progressi, ci vuole tanta passione anche. che serve per non farsi abbattere,quando un ragazzo incontrerà uno di questi "cani" ad intralciarli il suo cammino. il carattere è fondamentale.